Venerdi, 6 Dicembre 2019

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SENZA L'IRAP ALLE MICROAZIENDE E AI LAVORATORI AUTONOMI RISPARMI PER 416 EURO L'ANNO


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Secondo l'Agenzia delle Entrate la burocrazia costa mediamente per ogni piccola media impresa, circa 500 euro all'anno. Un costo che l'amministrazione finanziaria si prefigge di tagliare del 25% entro il prossimo biennio.
Ma c'è un'altra tassa che se eliminata potrebbe portare un risparmio di 416 euro all'anno per le microimprese: si tratta dell'Irap, l'imposta regionale sulle attività produttive.
A sostenerlo è la Cgia di Mestre che ha calcolato che le imprese e i lavoratori autonomi che potrebbero beneficiare dell'eliminazione dell'Irap sarebbero circa 800 mila (796861 il numero preciso).
Lo spunto all'analisi dell'associazione è arrivato dalle ultime 3 sentenze della Corte di Cassazione che hanno stabilito che i piccoli imprenditori non dotati di una organizzazione autonoma (tassisti, coltivatori diretti e piccoli artigiani) sono esentati dal pagamento dell’Irap.
La Cgia allora ha ipotizzato che non fossero assoggettate al pagamento del tributo le ditte individuali e i professionisti senza dipendenti, con una dotazione di beni strumentali al di sotto di una determinata soglia. Per determinare tale soglia, l'associazione, in assenza di informazioni statistiche esaustive, ha preso in considerazione i lavoratori autonomi (le ditte individuali e i professionisti) che dichiarano un valore della produzione al di sotto dei 25 mila euro. Di qui si è giunti a calcolare il numero di 797 mila ditte individuali e lavoratori autonomi che potrebbero essere esentati dall'Irap, per un gettito totale a cui lo Stato rinuncerebbe pari a 332 milioni di euro annui.
L'associazione chiede però al Governo che, alla luce delle sentenze della Cassazione, provveda a dimensionare economicamente l'eventuale abolizione dell’Irap per le microaziende e che individui dal punto di vista legislativo coloro che saranno esclusi dall'imposta. Il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi, ha sostenuto che è indispensabile che “l’Esecutivo approvi in tempi brevi un provvedimento legislativo, così come ha fatto per individuare i contribuenti minimi, che definisca in maniera precisa quali dovranno essere le microaziende, senza una autonoma organizzazione, esentate dal pagamento dell’Irap”.
La Cassazione, peraltro, ha affermato che deve essere il contribuente a dimostrare di non essere assoggettabile all'Irap, sulla base della propria struttura aziendale, ma questo, secondo Bortolussi, attiverebbe dei percorsi giudiziari tortuosi che potrebbero dissuadere molti contribuenti, pur in possesso dei requisiti, a ricorrere contro il fisco per dimostrare la non applicabilità dell’imposta.


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La Cgia ha anche ricostruito il percorso con cui il contribuente potrebbe dimostrare l'assenza di un'autonoma organizzazione e quindi chiedere la non applicabilità all'Irap. Il contribuente piccolo artigiano/commerciante o lavoratore autonomo deve in primo luogo rivolgersi all'Agenzia delle Entrate, presentando una istanza di rimborso Irap. E' prassi consolidata, riferisce la Cgia, che l’Agenzia non dia mai nessuna risposta, per cui il contribuente deve ricorrere alla Commissione Tributaria Provinciale. Nella peggiore delle ipotesi bisogna, investire della questione la Commissione Regionale ed, infine, aspettare la sentenza definitiva della Corte di Cassazione. Questo è stato appunto l'iter seguito dai tre contribuenti che hanno ottenuto la definitiva esenzione dal pagamento dell’Irap dalla Cassazione.
Si capisce per cui come un provvedimento legislativo che delineasse regole e parametri certi, sarebbe molto utile e agevolerebbe i contribuenti sia all'accesso al lavoro autonomo, sia gli stessi lavoratori autonomi nello svolgimento della propria attività di impresa.

[Via: CgiaCgia ]

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