L’efficienza energetica è uno degli strumenti decisivi per superare la crisi economica. Una Green Economy ben avviata, infatti, permetterebbe all’Italia di risparmiare denaro dalle importazioni energetiche, che attualmente coprono buona parte della spesa. Si parla di 12 miliardi su 64 totali.
Di questo e di molto altro si è parlato a uno degli incontri preparatori agli Stati Generali della Green Economy, in programma a Rimini l’8 e il 9 novembre. In questo incontro si è stilato un documento da cui emergono i 10 punti fondamentali per trasformare l’approccio all’energia dell’Italia.
La grande manifestazione reca la firma del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e di 39 aziende impegnate nel settore delle rinnovabili. Il tutto rientra nell’iniziativa Ecomondo, di respiro internazionale.
Il rispetto di questi punti porterà, secondo gli esperti, a un risparmio di circa 12,4 miliardi, da reinvestire nella diffusione e nel perfezionamento delle rinnovabili.
- Incentivare e razionalizzare gli incentivi alle rinnovabili. Essi, a lungo termine, portano un beneficio complessivo fino a 5 volte superiori agli oneri dello Stato.
- Creare un consorzio di tutte le aziende che operano nel settore delle rinnovabili, al fine di creare un interlocutore unico con il Governo.
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Plasmare il comparto normativo in modo da amalgamare l’implementazione delle rinnovabili alle misure di efficienza energetica, con un occhio di riguardo al settore edilizio.
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Applicare la Direttiva europea secondo cui gli Stati membri devono definire una Road Map entro il 2050.
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Definire, dal 2015 in poi, nuove soglie di consumo per gli edifici in via di ristrutturazione e per quelli di là da venire. La soglia deve corrispondere all’80% di quelle attuali.
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Applicare entro il 2015 le norme sulle detrazioni fiscali, già poste in essere ma non rispettate.
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Restituire credibilità alle certificazioni energetiche degli edifici, strumento efficace per trasformare il mercato (più informazione uguale più concorrenza).
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Sostenere le piccole industrie e sensibilizzarle ai temi della Green Economy, anche attraverso lo strumento delle Audizioni.
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Migliorare l’efficienza delle centrali elettriche, al fine di evitarne la costruzione di nuove.
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Stimolare soluzioni alternative, magari utilizzando lo strumento dell’incentivo. Un esempio è la deroga al patto di stabilità per le imprese che dimostrano di essere virtuose sul fronte dell’efficienza energetica.
RISORSE:
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