Martedi, 11 Dicembre 2018

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Rinnovabili e Gas Naturale Toglieranno Sempre Più Spazio Al Petrolio Nel Mix Energetico Italiano


unione petrolifera, energie rinnovabili, gas naturale

L’Ufficio Rilevazioni ed Analisi dell’Unione Petrolifera ha reso disponibile il rapporto “Previsioni di domanda energetica e petrolifera italiana 2011-2025”, disponibile per il download in versione integrale a questo indirizzoquesto indirizzo.
La dettagliata analisi passa al setaccio la crisi economica, causa per cui si verifica un rallentamento iniziale della domanda e soprattutto un ribasso dei tassi di crescita. La lettura dei prossimi anni, infatti, rivela una diminuzione del petrolio per lasciare più spazio al gas naturale.
Per quanto riguarda le energie rinnovabili, soprattutto per quella solare e fotovoltaica le previsioni sono migliori di quanto preventivamente stimato. Infatti, per fine 2011 si dovrebbero già raggiungere gli obiettivi previsti per il 2020 dal “Piano di azione nazionale” presentato a giugno 2010 alla Commissione Europea.

La domanda di energia complessiva dovrebbe aumentare, passando dai 177,5 milioni di Tep (tonnellate equivalenti di petrolio) del 2011 ai 186,6 del 2015 e ai 195,5 del 2025. Come anticipato, il consumo di petrolio verrà ridimensionato rispetto alle energie totali, passando dal 40% del 2011 al 37,8% del 2015 e al 34,3% del 2025. L’uso della benzina diminuirà a favore del gasolio che nel 2025 dovrebbe raggiungere il 52% della composizione del barile, questo anche per il fatto che il parco autovetture globale salirà solo leggermente rispetto ai valori attuali, mentre la composizione si sbilancerà ulteriormente a favore delle auto diesel.

Sempre per quanto riguarda le auto, l'Unione Petrolifera non vede grosse chances di sviluppo per l'auto elettrica, il cui mercato attualmente è molto limitato, ma che nemmeno nel medio lungo termine riuscirà ad incidere sensibilmente sulla struttura delle tradizionali tipologie di propulsione, almeno nell’arco di tempo considerato (10.000 pezzi nel 2015 e 100.000 nel 2025).
Parallelamente ci sarà più richiesta per il gas naturale che arriverà a coprire nel 2025, il 40% del nostro fabbisogno diventando dal 2014 la principale fonte di energia. Inoltre tra il 2020-2025 è atteso un salto importante per lo sviluppo delle fonti rinnovabili che “dovrebbero coprire il 14,4% del nostro fabbisogno rispetto al 10% attuale”.
Per quanto riguarda la lotta contro le emissioni di CO2, l’Unione Petrolifera ci va piano, visto che nel “2020 risulteranno ancora superiori del 3% rispetto ai livelli del 1990”. Una flessione nel lungo termine può essere raggiunta, spiega il rapporto con la realizzazione di impianti per la cattura e lo stoccaggio della CO2.
Per i biocarburanti, invece, c’è un’entrata in scena per quelli di seconda generazione, ma in quantità contenuta. “Al 2020” commenta l’Unione Petrolifera, “i volumi complessivi di biocarburanti necessari a rispettare l’obbligo del 10% di carburanti alternativi nei trasporti, si stimano intorno ai 4 milioni di tonnellate rispetto ai 4,6 milioni cui si arriverebbe in loro assenza”. Dal 2006 il dibattito sui biocarburanti di prima generazione (generati da materie prime agroalimentari) è molto acceso per l’impatto sulla produzione agroalimentare che deriva dalla loro lavorazione. I biocarburanti di seconda generazione, invece, sono prodotti da materie prime non alimentari, come le alghe o le biomasse, (abbiamo visto un recente studio che prevede il ricorso all'eucalipto come base per i biocarburanti) e la loro lavorazione ha uno scarso impatto sull'utilizzo della terra.
 
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