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Giovedi, 17 Maggio 2012

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Il Salvadanaio

Tecnologia di Porta per Rivoluzionare il Mondo Del Calcio: Pro e Contro

Gol fantasma, calcio, tecnologia di portaLa proposta di introdurre la cosiddetta tecnologia di porta nel calcio ha negli ultimi tempi spaccato l’opinione di tifosi e addetti ai lavori. In realtà non si tratta di un novità assoluta (anche se alcuni fenomeni ed errori di arbitraggio recenti hanno riacceso il dibattito circa l’opportunità di installare telecamere nelle porte da calcio). La tecnologia di porta viene invocata per svelare il classico gol - non gol, il cosiddetto gol fantasma, ovvero quanto l'occhio umano di arbitri e guardalinee non è in grado di determinare se la palla abbia effettivamente superato la linea di porta. La storia ne è piena, dalla finale dei mondiali di calcio del 1966 tra Inghilterra e Germania Ovest, vinta dagli inglesi, proprio grazie ad un gol fantasma (quello del 3 a 2) convalidato, fino ai giorni nostri. Quel gol è stato classificato dal quotidiano The Times al 1° posto tra i gol che hanno cambiato la storia del calcio.

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Ricerca: l’Italia Ne Fa Poca e Regala Fondi Agli Altri Paesi

Ricerca, Ministero Istruzione, Unione EuropeaChe l’Italia investisse poco in ricerca lo si sapeva da molto tempo. Che addirittura finanziasse la ricerca degli altri Paesi, piuttosto che la propria, stupisce un po’ tutti. In verità, il finanziamento è indiretto, ma comunque molto concreto. Veicolo di questo paradosso sono i fondi europei per la ricerca. Tutti i paesi dell’Unione Europea contribuiscono a rimpinguarlo, per poi vedersene distribuita una parte. La ripartizione avviene secondo criteri quali gli investimenti nazionali nel settore R&S, i risultati conseguiti in termini di proprietà intellettuali etc.
Mettendo a confronto la cifra che l’Italia versa a questo gigantesco calderone europeo con la parte di fondi che riceve di conseguenza, il paradosso emerge chiaro e lampante. Il Bel Paese contribuisce per l’13,4% alla costruzione del fondo, ma la parte che gli spetta si attesta all’8,4%. Sosteniamo la ricerca degli altri paesi, dunque, ma non la nostra.

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Quanto Costa Crescere un Figlio Fino a 18 Anni di Età

famiglia, crescere un figlioDopo aver analizzato quanto costa mantenere un bambino nel suo primo anno di vita, l'Osservatorio Nazionale Federconsumatori torna con un'indagine sui costi per mantenere e crescere un figlio fino a 18 anni di età. L'indagine ha preso in considerazione tutti i costi necessari affinchè un figlio cresca in salute e possibilmente autonomo, da quelli monetari e in attenzione a quelli di mantenimento (alimentari, vestito, alloggio) fino a quelli di accrescimento (istruzione, cultura, intrattenimento). Un tale calcolo risulta molto complicato perchè sono diverse le variabili da considerare che dipendono da: reddito familiare, età dei figli, dal patrimonio familiare, dai componenti della famiglia, dal luogo di residenza, dagli stili di consumo e dal welfare.
Federconsumatori per semplificare le cose ha considerato tre fasce di reddito familiare di una famiglia composta da due genitori che abita in casa di proprietà di circa 100 mq e mutuo da pagare.

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Immobili: Calano le Compravendite Ma i Prezzi Rimangono Stabili

Abitazione, settore residenziale, compravendita immobiliareIl mercato immobiliare italiano non ha subito i crolli registrati in altri Paesi, ma dall'inizio della crisi ad oggi non ha mai mostrato nemmeno segni di ripresa forti. C'è chi sostiene che, nell'anno appena concluso, il crollo sia stato evitato dall'esplosione del debito pubblico e dal conseguente collasso dei listini di borsa, fenomeno che avrebbe rilanciato il mattone come bene rifugio. La realtà è che il 2011 si è chiuso con il segno meno per quanto riguarda il volume complessivo delle compravendite immobiliari. A sottolinearlo è l'Agenzia del Territorio che in un una nota ha fatto il punto sul mercato degli scorsi 12 mesi. Secondo quanto elaborato dall'Osservatorio del Mercato Immobiliare le compravendite di unità immobiliari sono state complessivamente 1.321.229, in calo dell'1,9% rispetto al 2010. Analizzando i vari settori, solo quello produttivo è cresciuto su base annua del 5,3%.  

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Gli Italiani Antepongono il Posto Fisso a Carriera e Stipendio

lavoro, posto fisso, carriera, stipendioIn un'Italia in cui, nelle grandi aziende, più di 7 assunzioni su 10 vengono fatte con contratti a tempo determinato emerge più che mai la voglia di sicurezza del posto di lavoro. Il posto fisso, insomma è in cima alla lista dei desideri dei lavoratori (e non) italiani, che preferiscono la sicurezza anche alle opportunità di carriera o ad un buon stipendio. A sottolinearlo è una ricerca condotta dall'istituto Icma per conto dell'agenzia per il lavoro Randstad e presentata durante la seconda edizione del Randstad Award, premio dedicato alle aziende più ambite dai lavoratori italiani.
Secondo la ricerca i 3 aspetti più importanti sul posto di lavoro sono, oltre alla sicurezza sul lavoro, segnalata dal 54% del campione, l'atmosfera di lavoro piacevole e un buon equilibrio vita professionale/privata (entrambi con il 48% delle preferenze). Subito dietro a questi fattori troviamo tra gli aspetti più importanti lo stipendio competitivo e i benefit con il 46% delle segnalazioni.

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La Digitalizzazione Dei Comuni Porterebbe ad un Risparmio di 2,3 Miliardi l'Anno

digitalizzazione, Comuni, burocrazia, risparmioIl Pacchetto di riforme “semplifica Italia” varato dal Consiglio dei Ministri un mese fa aveva come obiettivo quello di rendere meno asfissiante la burocrazia per cittadini e imprese. Un obiettivo primario perchè la burocrazia e le complicazioni del sistema italiano sono da molti ritenuti uno dei freni che ostacolano la rincorsa dell'Italia verso la crescita. L'ultimo studio in questo senso è arrivato dall'Osservatorio eGovernment della School of Management del Politecnico di Milano che ha analizzato il livello di digitalizzazione dei Comuni italiani. Il risultato è come al solito impietoso e sottolinea che si potrebbero ottenere 2,3 miliardi di euro di risparmi l'anno, semplicemente permettendo il pagamento delle imposte e delle multe online, l'ottenimento dei certificati anagrafici e l'invio telematico delle pratiche allo Sportello Unico delle Attività Produttive.
I risparmi più significativi si otterrebbero con la digitalizzazione dei pagamenti dovuti agli Enti locali (ICI, IMU, Tarsu, multe varie e bollo auto) per un totale di circa 2 miliardi di euro l'anno.

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Sanità: Aumenta la Spesa Privata e Diminuisce la Qualità, Si Cerca la Via Del Low Cost

sanità, low cost, spesa pubblica, spesa privataI tagli alla sanità hanno reso la spesa pubblica meno idonea ai bisogni sanitari dei cittadini, col risultato di un aumento della spesa privata. Nel 2015 si stima che il gap cumulato tra le risorse necessarie per coprire i bisogni sanitari e i soldi pubblici a disposizione del Sistema Sanitario Nazionale raggiungerà i 17 miliardi di euro. A fare i conti ci ha pensato il Censis con una ricerca realizzata nell'ambito delle attività del Forum per la Ricerca Biomedica e presentata oggi al convegno “Quale futuro per le risorse in sanità? Quale sanità dopo i tagli?”.
Secondo i dati diffusi i cittadini italiani oggi spendono molto di tasca propria per la salute: circa 30,6 miliardi di euro complessivamente, cifra aumentata dell'8% nel periodo di crisi 2007-2010. La spesa per i farmaci, la cui assunzione giornaliera è aumentata del 20% in 5 anni, ha subito un taglio del 3,5% della spesa pubblica e si è assistito ad un aumento della spesa privata del 10,7% (sempre nel triennio 2007-2010).

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La Pressione Fiscale Continua Ad Aumentare e Non Ci Sono Spazi di Manovra per Ridurla

pressione fiscale, tasse, evasione fiscaleLa pressione fiscale in Italia continua ad aumentare e non c'è niente da fare. Sono queste le (pessime) notizie giunte negli ultimi giorni sul tema dell'imposizione fiscale. La prima a parlare è stata la Corte dei Conti, sottolineando che il peso fiscale italiano ha quasi superato il 45%, un livello definito con “pochi confronti nel mondo”.
Oltre al danno, visto che siamo pur sempre l'Italia, c'è anche la beffa, perchè secondo le parole del Presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino,: “ il nostro sistema è disegnato in modo da far gravare un carico eccessivo sui contribuenti fedeli”. Quelli cioè che non vogliono (o forse non possono) evadere le tasse. Le manovre correttive del 2011 hanno cercato di riaggiustare una situazione di emergenza sul fronte del debito pubblico prevedendo, soprattutto, nuove entrate, piuttosto che operare sulla riduzione della spesa.  

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Formula 1: la Crisi Ridotto il Budget Cumulato Delle Scuderie Del 41%

Formula 1, scuderie, ferrariIl Circus della Formula 1 sta per accendere i motori per l'avvio della nuova stagione, sperando che quest'anno possa essere quello giusto per uscire dalla crisi. Se le nuove gomme targate Pirelli hanno riportato un po' di spettacolo e di sorpassi nei Gran Premi, il settore in realtà ha subito pesantemente gli effetti della recessione globale. Secondo gli analisti di StageUp, infatti, nelle tre passate stagioni i team di Formula 1 hanno visto ridursi il budget cumulato del 41%, da 2,4 miliardi di euro del 2008 a 1,4 miliardi del 2011. Si tratta di una perdita importante, soprattutto in considerazione del fatto che il regolamento è venuto incontro ai team, specie quelli più piccoli, limitando di fatto i test su "strada" (la maggior parte vengono fatti ai simulatori)  e abbassando così i costi. Senza questa misura avremmo avuto sicuramente altri ritiri da parte delle scuderie e nessuna new entry, come invce si è verificato (Team Lotus, Virgin Racing e HRT F1 Team). 

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Le Città Più Competitive Al Mondo

New York, città più competitive, Hot spots è un programma di ricerca dell'Economist Intelligence Unit (EIU), realizzato in collaborazione con Citigroup che classifica le città in base al livello di competitività. Sono state prese in considerazione 120 città in tutto il mondo, analizzate e ordinate secondo un indice di competitività (Global City Competitiveness Index) che prende in considerazione 8 categorie di competitività e 31 singoli indicatori. L'obiettivo è quello di indicare le città che sono in grado di attrarre capitali, imprese, talento e turisti. La competitività è infatti un concetto che va oltre alla semplice dimensione economica, in quanto comprende anche aspetti quali il contesto normativo, la qualità del capitale umano e la qualità della vita. Aspetti quest'ultimi che non possono essere “comprati”, ma richiedono tempo per essere sviluppati ed è per questo che nelle prime 30 città classificate, ben 24 si trovano in Nord America (Stati Uniti e Canada) ed in Europa occidentale. 

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I Valori Degli Italiani: Al Primo Posto la Famiglia

famiglia, valori, ItaliaLa società italiana sta cambiando e con essa anche i valori degli italiani. L'individualismo, la voglia di affermarsi e le ambizioni personali sono stati gli elementi chiave che hanno spinto l'Italia nel dopoguerra a rialzarsi e hanno favorito il boom economico e la nascita di un tessuto produttivo fatto di centinaia di migliaia di piccole imprese. Oggi questa situazione sembra profondamente mutata e i valori che caratterizzano l'Italia risultano più orientati verso la riscoperta dell'altro, sulla relazione e la responsabilità piuttosto che sulla rivendicazione dell'autonomia personale. Questi sono alcuni degli elementi emersi dall'Indagine del Censis sui valori degli italiani, condotta nell'ambito delle celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità d'Italia.
Nell'Italia di oggi i valori più importanti che accomunano i cittadini sono il senso della famiglia (indicato dal 65% dei cittadini), il gusto per la qualità della vita (25%), la tradizione religiosa (21%) e l’amore per il bello (20%). Valori che secondo il Censis vanno alimentati perchè possono diventare un nuovo motore di crescita socio-economica e civile del Paese.

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I Lavoratori Anziani Hanno Retto Meglio l'Impatto Della Crisi

lavoratori anziani, disoccupazione, crisiL'Italia è un Paese che sta invecchiando rapidamente e con una speranza di vita alla nascita sempre più elevata, un aspetto che influisce anche sulle dinamiche occupazionali presenti e future. Abbiamo visto ad esempio che la recente riforma delle pensioni, prevista dalla Manovra Salva Italia ha farà si che nel 2020 i lavoratori andranno in pensione a 67 anni, l'età di pensionamento più alta d'Europa. Ma già da tempo le dinamiche demografiche influenzano quelle relative al lavoro, soprattutto per quanto riguarda gli individui più maturi. Su questo tema ha indagato l'Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavorator, Isfol, in un recente working paper dedicato all'invecchiamento attivo (active ageing).
Secondo quanto riportato negli ultimi dieci anni la percentuale di individui di 65 anni e oltre è passata dal 18,4% del 2001 al 20,3% del 2011, con un incremento di ben 1,8 milioni di individui.

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PIL Pro Capite Delle Regioni Europee, il Mezzogiorno è Sotto la Media UE

Pil pro capite, Unione Europea, MezzogiornoNel 2009, l'annus horribilis della crisi Europea, il Pil pro capite espresso in termini di potere d'acquisto standard variava da un minimo del 27% della media dell'Unione Europea a 27, nella regione di Severozapaden in Bulgaria ad un massimo del 332% della regione di Inner London nel Regno Unito. Insomma cambiano le percentuali ma il testa coda è il medesimo rilevato, dall'Eurostat nel rapporto dello scorso anno.
In generale si contano 17 regioni europee con un Pil pro capite superiore del 150% alla media Europea. Dietro ad Inner London, troviamo il Granducato del Lussemburgo con un Pil pro capite superiore del 266% alla media europea, Bruxelles in Belgio (223%), Amburgo in Germania (188%) e Kraj Bratislava in Slovacchia (178%). La top five è identica per quattro quinti rispetto a quella dello scorso anno (variano però le percentuali) con l'ingresso di Kraj in quinta posizione al posto di Praga in Repubblica Ceca (+175%), che scende in settima posizione dietro l'Ile de France (177%).

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Competitività di Costo: Italia Terzultima in Europa

competitività di costo, impreseUno dei problemi italiani è la competitività delle nostre imprese. Tema che diventa cruciale in periodi come questi dove la nostra economia soffre anche a causa dei problemi del debito, mentre i Paesi Bric corrono, potendo sfruttare, dalla loro, proprio la competitività di costo. Le politiche di austerity imposte dall'Unione Europea, inoltre, pesano fortemente sulle prospettive di crescita soprattutto nei Paesi a bassa produttività e competitività, come appunto l'Italia. Ma come si misura la competitività di costo e l'Italia come si pone nel contesto Europeo? Vediamo di capirci qualcosa di più, con l'ausilio dei dati Istat ed Eurostat.
Il livello di competitività delle imprese si misura dal rapporto tra il valore aggiunto per addetto e il costo del lavoro unitario. Il valore aggiunto per addetto, la cosiddetta produttività apparente, è la misura dell'incremento di valore che si verifica nella produzione o distribuzione di beni e servizi grazie all'intervento dei fattori produttivi (lavoro in questo caso).

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Trasporto Pubblico: i Tagli Dei Sussidi Porteranno ad un Aumento Delle Tariffe Del 20%

bus, trasporto pubblico, tariffePessime notizie in vista per il trasporto pubblico locale italiano (bus e metropolitane). Un settore già malconcio e poco efficiente di suo (per informazioni chiedere ai pendolari) che potrebbe presto dover aumentare del 20% le tariffe dei biglietti per far quadrare i conti. La notizia arriva dal rapporto “Pressure on National Finances Reaches Public Transport” dell'Agenzia di Rating Fitch, secondo cui l'aumento dei biglietti è l'unica strada per compensare i tagli dei sussidi statali e di quelle degli enti locali.
Il taglio stimato nel rapporto in circa 400 milioni di euro da qui al 2014, pari al 5% del bilancio del settore, farà si che le aziende che effettuano trasporto pubblico locale dovranno per forza di cose aumentare le tariffe. Gli aumenti di prezzo per i biglietti urbani già si sono visti a Bologna (+20%), a Milano (fino al 50%) e a Napoli (+10%), mentre Torino e Roma hanno già annunciato che ritoccheranno al rialzo le tariffe entro quest'anno.

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Imprese Femminili: in Italia Quasi un'Attività su Quattro È Guidata da una Donna

imprese femminili, imprenditoria, donneSe sentire comune e statistiche ci dicono che i nuovi imprenditori in Italia sono soprattutto maschi e tendenzialmente giovani, le donne non stanno certo a guardare. Infatti, secondo l'ultima indagine dell'Osservatorio dell'imprenditoria femminile di Unioncamere, nello scorso anno si sono registrate quasi settemila imprese femminili in più, rispetto al 2010, con un incremento dello 0,5%. Un incremento, si potrà pensare, minimo, ma grazie al quale in Italia le imprese femminili hanno raggiunto le 1.433.863 unità, pari cioè al 23,5% delle imprese italiane. Il dato positivo si registra un momento decisamente poco brillante sia per quanto riguarda l'economia, sia sul fronte dell'accesso al credito per le imprese e controbilancia il dato maschile, visto che le imprese guidate da uomini sono calate di 6 mila unità nel 2011. Senza dimenticare le maggiori difficoltà che incontrano le donne sia sul fronte dei finanziamenti, sia dal punto di vista del welfare, con scarsi fondi a sostegno della famiglia e servizi di conciliazione lavoro famiglia insufficienti.  

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I Contribuiti All’Editoria Salgono a 120 Milioni

contributi  editoria, quotidiani, giornaliIl Governo Monti aveva promesso anni di lacrime e sangue – o meglio, come amano chiamarli, di ‘sacrifici’ – anche per l’editoria. Nella celebre manovra Salva-Italia, infatti, è insita una norma che prevede la cessazione dei contributi all’editoria a partire dal 2014 e una forte riduzione a partire dal 2012 stesso. Riduzione che, a conti fatti, aveva fatto scendere i contributi per l’anno in corso fino a 47 milioni.
Voci lamentose si sono levate fin da quando il provvedimento è uscito dalle stanze del Governo. Molti hanno invocato un ripristino totale dei contributi, in nome del pluralismo dell’informazione. Senza denaro dallo Stato, molte testate rischierebbero di chiudere e tra queste ci sarebbero anche nomi importanti della storia della stampa italiana, o che danno voce alle minoranze. Il caso del Manifesto, sull’orlo della chiusura, può dare tutt’ora l’idea della situazione (ma potremmo citare anche La Padania, i cui conti non sono particolarmente positivi ndr)

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