Martedi, 23 Luglio 2019

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Banda Larga: il Ritardo Nello Sviluppo Ci Costa l'1,5% Del PIL


banda larga, telecomunicazioni, mobile

É un'Italia a due facce quella descritta dall'Agcom per quanto riguarda le telecomunicazioni. Il nostro Paese, infatti ha mostrato dei miglioramenti soprattutto per quanto riguarda le telecomunicazioni mobili, ma accusa ritardi sul fronte della banda larga e dell'economia digitale. I dati sono stati presentati dal Presidente Corrado Calabrò nel bilancio sui suoi 7 annibilancio sui suoi 7 anni alla guida dell'Agcom.
In Italia, secondo quanto si legge nella relazione, il settore delle telecomunicazioni è cresciuto ad un tasso superiore al 6% annuo dal 2000 al 2006, riuscendo a tenere anche nel triennio seguente con l'insorgere della crisi economica. Inoltre le telecomunicazioni rimangono l'unico servizio con una dinamica anti-inflattiva. Infatti negli ultimi 15 anni la diminuzione dei prezzi finali del settore è stata di oltre il 33% contro un aumento dell'indice generale dei prezzi del 31%, per una forbice di oltre 60 punti.

Ciò è il frutto della forte concorrenza che si registra sia nel settore mobile (soprattutto) che in quello fisso. Nelle reti mobili il traffico dati ha superato il traffico voce, grazie alle tecnologie 3G e alla forte diffusione di smartphone e tablet. In proposito, l'Agcom sottolinea che siamo il Paese con il maggior numero di telefoni cellulari in Europa e quello con la maggiore diffusione di apparecchi idonei a ricevere e trasmettere dati in mobilità (smartphone, tablet e chiavette USB).

Sul fronte internet negli ultimi sette anni si è duplicato il numero di linee in postazione fissa che forniscono connessioni a banda larga a famiglie ed imprese, mentre il numero di utenti che accedono ad internet in mobilità è cresciuto di sedici volte. Ma per riprendere le parole di Calabrò : “la rete fissa è satura e quella mobile rischia ricorrenti crisi asmatiche”.
L'Italia, infatti, risulta sotto la media dell'Unione Europea per diffusione della banda larga fissa, per numero di famiglie connesse ad internet e ad internet veloce, oltre che per gli acquisti e per il commercio online. Siamo inoltre maglia nera in Europa per le esportazioni mediante ICT, con solo il 4% delle PMI che vendono online contro una media UE del 12%. L’economia internet in Italia vale solo il 2% del PIL, contro ad esempio il 7,2% del Regno Unito.
Non si tratta solo di digital divide ma di vere e proprie occasioni perse, soprattutto in un periodo in cui l'Italia ricerca in tutti i modi la crescita. Basti pensare in proposito che il ritardo nello sviluppo della banda larga costa al nostro Paese tra l'1 e l'1,5% del Pil. Senza infrastrutture a banda larga, sottolinea l'Agcom: “i sistemi economici avanzati finiscono su binari morti”.
La banda larga e ultra larga sono una necessità per tutti i servizi del futuro prossimo e di quello ulteriore, oltre che per la telefonia mobile.
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