Siamo ormai abituati a vedere l’Italia in fondo alle classifiche che misurano parametri essenziali per il futuro economico e tecnologico di una nazione. Eppure, in qualcosa il Bel Paese eccelle. Ecco dunque il risultato che non ti aspetti: l’Italia è la sesta ‘potenza’ mondiale in fatto di cloud computing, la terza in Europa.
Cos’è il cloud computing e perché è così importante? Sotto la dicitura cloud computing vanno tutte quelle attività che permettono alle aziende (ma anche ad altri soggetti) di usufruire di alcuni servizi direttamente su internet: programmi, sicurezza, archivi, strumenti di elaborazione. In precedenza l’unico modo era installare dell’hardware sul proprio pc.
I vantaggi nell’utilizzo del cloud computing sono molti. In primis, le aziende che scelgono di affidarsi alla ‘nuvola’ risparmiano molto.
Per fare un esempio, se un soggetto ha bisogno di utilizzare un programma, magari per poco tempo e di rado, in passato era costretto a comprarlo. Adesso, grazie a questa preziosa tecnologia, utilizza un equivalente su internet e, soprattutto, paga solo per il tempo di utilizzo effettivo.
L’ottima situazione dell’Italia sul fronte del cloud computing è certificata dal rapporto Cloud computing global scorecard
, redatto da Business Software Alliance. Nel documento è presente la classifica di gran parte dei paesi dei quattro continenti e relative motivazioni.
In particolare, emerge che l’Italia è così in alto nella classificazione perché gode di un impianto legislativo decisamente all’avanguardia. Qualche zona d’ombra c’è sicuramente, la più importante delle quali prende il nome di digital divide. E’ una piaga tutt’ora molto presente sul suolo italiano, e per certi versi davvero ‘invalidante’. Ciononostante, il quadro è radioso. Ci superano solamente Giappone, Australia, Germania, Stati Uniti e Francia.
Della bontà dei nostri servizi cloud sono consapevoli le aziende. E’ un'altra ricerca a sancire questo dato, vale a dire quella commissionata da IDC Italia, azienda di consulenza che opera a livello internazionale. Essa ha preso a campione 1118 imprese con un numero di dipendenti superiore a 50 e ha scoperto che il 25,4% di queste ha usufruito o sta usufruendo del cloud computing. All’interno di questo dato, IDC rileva che il 17% utilizza il cloud per le attività di tipo ‘applicativo’ (uso di software in remoto) mentre il 16% lo utilizza in ambito infrastrutturale (uso di hardware in remoto).
Il cloud computing è il futuro, non una tendenza del momento e quindi passeggera. Business Software Alliance ha previsto che entro il 2015 gli investimenti in merito raggiungeranno i 73 miliardi di dollari circa a livello mondiale. A ingrossare questo fiume di denaro interverrà anche l’Italia con i suoi 900 milioni di euro. La ‘nuvola’ dunque, è destinata a volare ancora per molto a lungo.
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