Facebook e pubblicità: c’è stato un tempo (breve) in cui questi due elementi non avevano a che fare l’un con l’altro. Da qualche anno, Mark Zuckerberg, ha deciso di sfruttare la vastissima utenza del suo social network, permettendo al mondo della pubblicità di fare capolino. Lo ha fatto, fino a questo momento, con il sistema delle inserzioni: pratico, efficace, quasi per nulla invasivo.
Facebook Exchange è l’evoluzione della pubblicità su Facebook. I cambiamenti sono però così corposi che si potrebbe tranquillamente parlare di rivoluzione. Il nuovo sistema è per ora solo in fase sperimentale, ma sarà disponibile – se i test andranno bene – entro la fine dell’estate. Intanto sono cominciate a trapelare le prime informazioni.
Facebook Exchange promette di introdurre nel social network più famoso del mondo alcune dinamiche ‘owelliane’, in pieno stile Grande Fratello.
Il succo è il seguente: verremo raggiunti da pubblicità in linea con quanto abbiamo cercato nelle nostre precedenti ‘passeggiate’ su internet. Affinché ciò accada realmente, è necessario che noi si venga spiati, controllati. Il termine è un po’ forte, ma rende l’idea. Facebook Exchange è sorretto da due pilastri: le ‘convenzioni’ con siti e i cookies. Quando l’utente lascia Facebook e accede ad un sito, un processore di segnale digitale marca l’Id con un cookies.
Insomma, Facebook Exchange potrebbe rivelarsi come uno strumento efficacissimo per gli inserzionisti. Si tratterebbe a tutti gli effetti di pubblicità in tempo reale. Di contro, potrebbe rivelarsi anche come un fastidio per gli utenti. Il sistema è molto ‘aggressivo’ perché raggiunge il target in maniera implacabile. Nondimeno, solleva problematiche per quanto riguarda la privacy. Da Facebook però rassicurano: non verrà consegnata nessuna informazione personale agli advertiser, gli Id rimarranno anonimi. Inoltre, l’utente può disattivare Facebook Exchange, tagliando in questo modo la testa al toro.
Facebook ha lanciato il guanto della sfida. Sul tavolo, una buona percentuale sul giro d’affari dell’advertising. Solo negli Usa, Facebook arriverà ad accaparrarsi entro dicembre il 17% dei 15 miliardi derivati dal mercato della pubblicità. Se il progetto Exchange andrà in porto, questa percentuale verrà sicuramente superata, e la concorrenza decisamente limitata (in attesa di contromosse, si intende).
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