Venerdi, 15 Novembre 2019

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Social Media e Politica: i Tweet Della Classe Dirigente


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I social media al servizio dell’opinione pubblica. E’ questo il succo dell’iniziativa che ha intrapreso, Alberto Nardelli, che qualche anno fa ha dato il via alla start up  digitale Tweetminster.
Tweetminster è un sito che raccoglie ed elabora i tweet di tutte quelle persone che, iscritte e attive nel più famoso social media di microblogging  Twitter, contribuiscono a formare l’opinione pubblica. Dunque: politici, amministratori, giornalisti e opinion leader in generale. Un occhio di riguardo è dedicato, ovviamente, alle prime due categorie.
L’enorme mole di dati – o meglio di post – che Tweetminster deve prendere in considerazione è ordinata secondo criteri non solo di quantità ma anche, e soprattutto, di qualità. In parole povere, ad ogni ‘item’ (coincidente con un tweet) è assegnato un punteggio in base al peso, rispetto all’opinione pubblica, di chi l’ha postato.

Mantiene la sua importanza il fattore quantità, sicché è possibile conoscere il numero dei tweet in generale, il numero dei tweet riferibili ad una determinata categoria di autori e via discorrendo.
Lo scopo principale di Tweetminster è quello di riuscire a estrapolare dalla rete il sentire comune alla sfera ‘influenzante’ della società riguardo certi temi, ma anche quello di estrapolare l’agenda politica, culturale, sociale in auge in un dato momento nella società.

Insomma, grazie alla creatura di Alberto Nardelli, l’internauta può capire velocemente cosa pensano ‘i grandi’ e di cosa vogliono che si parli.
Attualmente Tweetminster aggrega dati di 110 paesi e di 58 lingue diverse grazie al servizio electionista.comelectionista.com, sempre di Nardelli. 
Sono numeri imponenti , la domanda però è: l’Italia è pronta per considerare i social media come non un mezzo di mera propaganda e comunicazione politica ma come uno strumento per rapportarsi con il pubblico? Nei paesi anglosassoni, per esempio, i social media godono di un rispetto alto. Gordon Brown, infatti, accettò, all’epoca in cui era primo ministro inglese, di essere intervistato su Twitter proprio da Alberto Nardelli.
Ad ogni modo, ammesso che qualche policy maker decida di prendere in considerazione, la creatura di Nardelli da sola non basta ad illustrare alla classe politica le decisione da prendere. Ecco cosa ha affermato Dino Amenduni, 28 anni, esperto di social media e comunicazione politica per Proforma: “Poniamo il caso che dall'analisi emerga che la rete spinga affinché un politico si occupi di un certo tema. Potrebbe essere però che questa istanza non possa essere portata avanti dalla coalizione e quindi risulti inopportuna proporla”. Insomma al di là del dato nudo e crudo, resta centrale la lettura politica.

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