. L'edizione 2011 ha preso in considerazione complessivamente 375 multinazionali mondiali con fatturato superiore ai 3 miliardi di euro, di cui 324 facenti parte del settore dell'industria e dove risultano occupati complessivamente quasi 29 milioni di lavoratori (di cui 700 mila in Italia). Il fatturato complessivo di queste multinazionali è pari al 24% del Pil Europeo, al 17% di quello Nord americano ed al 33% di quello giapponese, mentre la capitalizzazione di borsa è pari al 42% del valore delle borse europee, al 25% di quella nordamericana e al 27% di quelle giapponesi. La top ten oltre alle tre già citate prevede al quarto posto la russa Gazprom (226,3 miliardi di euro di attivo), seguita dalla Volkswagen/Porsche (201 miliardi), dalla brasiliana Petrobas (197 miliardi), dall'Inglese British Petrolium (186,6 miliardi), dalla cinese PetroChina (184,9 miliardi), dall'americana Chevron e dalla francese Total (entrambe con un attivo di 134,8 Miliardi). Riassumendo tra i 10 big mondiali ci sono due società degli Stati Uniti, quattro europee, una giapponese, una russa, una cinese ed una brasiliana. Otto multinazionali su dieci in top ten sono società energetiche, mentre due sono manifatturiere del comparto automobilistico.
E le italiane come sono messe?
In generale in classifica sono presenti 15 multinazionali italiane, tre in meno dell'edizione precedente (escono Marcegaglia, Buzzi, Indesit e Intek), pari al 4% del totale, che coprono il 19% del Pil nazionale e rappresentano il 35% della capitalizzazione di borsa.
La vocazione di queste 15 società italiane è improntata verso il manifatturiero dove viene realizzato il 62,4% del totale del fatturato delle multinazionali del BelPaese. In generale, rileva l'indagine, le nostre multinazionali restano piccole, con un contributo al fatturato aggregato europeo del 6,9%, contro il 22% di Germania e Regno Unito e il 17% della Francia. Inoltre il nostro Paese di conferma lo stato europeo con la più elevata presenza statale nelle multinazionali, con il 58% del fatturato totale di queste società che fa capo ad imprese pubbliche.
Infine rileva l'indagine le multinazionali italiane sono le meno proiettate all'estero, ovvero vendono e producono in misura minore all'estero rispetto alle altre multinazionali europee ed inoltre risultano essere quelle con la più bassa produttività in Europa. Ma veniamo ai numeri. La meglio piazzata è l'Eni, al 13° posto, seguita dalla Fiat al 32° posto e da Finmeccanica al 104° posto.
Guardando le classifiche per settore, Eni risulta la nona azienda al mondo nel comporto energetico per totale attivo (120,7 miliardi di euro), dietro le 8 presenti nella top ten generale. Stessa posizione occupata da Fiat, nella classifica delle case automobilistiche con 65,5 miliardi di attivo, dietro alla Renault (66,4 miliardi di euro) e davanti alla Peugeot (62 miliardi di euro).
RISORSE:
- La Classifica Delle Città Italiane in Base Alla Capitalizzazione Delle Spa Del FTSE MIB
- Le Tasse Sulle SPA in Italia al 58%, il doppio della Spagna e Più Alte Che in Germania e Regno Unito
- Brandz Top 100: i Marchi Hi Tech Dominano le Prime Posizioni, Due le Italiane in Classifica
- Crisi: le multinazionali italiane ripartono, ma sempre più verso l'estero
- I Compensi Degli Amministratori Della SPA Italiane Sono Cresciuti Dell'8%, Capiamo il Perchè
- Solo nel 9,3% delle Società Italiane la Carica di Amministratore Delegato è Ricoperta da Una Donna
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