Mercoledi, 17 Luglio 2019

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PREVIDENZA COMPLEMENTARE: SOLO UN LAVORATORE SU QUATTRO È ISCRITTO AD UN FONDO PENSIONE


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Dei 21,5 milioni di lavoratori autonomi e dipendenti del settore privato presenti in Italia solo poco più di cinque milioni (precisamente 5.055.228) hanno aderito ad una forma pensionistica complementare. Lo rivela la Cgia di Mestre nell'ultima elaborazione realizzata sul mondo della previdenza complementare. Ciò significa che più di tre lavoratori su quattro (il 76,6% del totale) sono propensi a mantenere il proprio Tfr accantonato in azienda piuttosto che investirlo in un fondo pensione. Ricordiamo che questa possibilità di scelta andava effettuato entro il 30 giugno 2007, per i lavoratori dipendenti italiani assunti prima del 31 dicembre 2006, mentre per quelli assunti dopo il 1° gennaio 2007, la decisione deve essere presa entro 6 mesi della firma del contratto. Nel primo anno di entrata in vigore della legge, (tra il 2006 e il 2007) si è registrati un aumento delle iscrizioni ai fondi ed ai Pip (Piani Individuali Pensionistici), +43,2%, tra il 2007 e il 2008 la crescita fu del +6,4%, mentre tra il 2008 e il 2009 del +4,2%.
Solo dunque un lavoratore su quattro ha deciso di integrare il sistema pensionistico obbligatorio, optando secondo, la Cgia, nella scelta migliore possibile. Infatti, la crisi economica che ha colpito i mercati finanziari negli ultimi due anni ha inciso molto sui rendimenti del fondi negoziali e di quelli aperti. Chi ha lasciato il Tfr in azienda ha ottenuto un rendimento del 4,7%, mentre chi si è iscritto ad un fondo negoziale ha ottenuto solo l'1,7%. Ancora peggio è andata per coloro che hanno investito il Tfr nei fondi pensione aperti, visto che il tasso è stato addirittura negativo. Intervenuto in proposito il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi, ha precisato che su tali risultati non può essere effettuato un giudizio definitivo, visto il breve lasso di tempo trascorso e la situazione finanziaria vissuta in questo periodo.
A livello territoriale sono il lavoratori del Nord quelli che hanno aderito maggiormente alle forme pensionistiche complementari. Su tutti quelli del Trentino AA con il 33,2% di adesione, seguiti dai lavoratori Lombardi con il 28,2% e da quelli della Valle d’Aosta, con il 27,9%.


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Dall'altra parte la regione con il più basso tasso di adesione alle forme complementari risulta essere la Calabria, con una percentuale di adesione del 14,6%, seguita dalla Sardegna con il 15,7% e dal Molise con il 16,3%. A livello di Area geografica il Nord Ovest ha un livello di adesione del 27%, il Nord Est del 26,6%, il Centro del 24,1% e il Sud e le isole del 16%.
Per quanto riguarda i fondi pensioni, la scelta principale dei lavoratori italiani è caduta sui fondi negoziali, preferiti dal 40,3% dei lavoratori (pari a 2.040.150, pari al 40,3%). Al secondo posto troviamo i Pip con 893.547 adesioni (pari al 17,7% del totale) ed al terzo i Fondi pensione aperti con un numero di iscritti pari a 820.385 (pari al 16,2% del totale).Secondo l'indagine della Cgia complessivamente il Tfr maturato dai lavoratori dipendenti italiani è di oltre 20 miliardi di euro. Nel 2009 5,1 miliardi di euro sono stati destinati alle forme pensionistiche complementari, altri 5,9 miliardi di euro sono finiti nel Fondo di tesoreria presso l’Inps , mentre 12,7 miliardi di euro sono stati accantonati presso le imprese.

[Via: CgiaCgia ]

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