Venerdi, 22 Giugno 2018

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Tobin Tax: Che Cos'è e Che Effetti Ha Sulle Transazioni Finanziarie


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La speculazione finanziaria sfrenata che ha dato origine alla crisi economica più grande dopo quella del '29, e che ancora oggi disturba il futuro dei Paesi più deboli dal punto di vista finanziario potrebbe presto subire un grosso freno. La Commissione Europea ha infatti intenzione di introdurre dal 1° gennaio 2014 un'imposta sulle transazioni finanziarie tra operatori professionali, in cui almeno una delle due controparti sia all'interno dell'Ue. Questa imposta, ribattezzata Tobin Tax, in onore dell'economista americano premio nobel James Tobin, che per primo la teorizzò nel 1972 per fermare la speculazione nel mercato dei cambi, dovrebbe garantire alle casse della Commissione un gettito di circa 55 miliardi di euro miliardi l'anno. Vediamo di capire meglio di cosa si tratta.

La Tobin Tax nella sua forma originale prevede di tassare di una percentuale fissa le transazioni finanziarie di modo da rendere meno convenienti le speculazioni di breve e brevissimo periodo e dall'altra parte da risultare meno influente in quelle di lungo periodo. Questo perchè il rendimento di una operazione di breve periodo, tendenzialmente basso, verrà ulteriormente ridotto dal doppio intervento della Tobin Tax (una volta per l'acquisto e una per la vendita). Riducendo il rendimento, la tassa da un lato tenderà a frenare la speculazionepiù estrema, cancellando parte del guadagno e con esso le operazioni più improduttive e dall'altra provvederà a creare un extra gettito per i Paesi che la introducono. Questo extra gettito, stimato in oltre 50 miliardi di euro l'anno potrebbe fare la differenza in un sistema economico come quello europeo dove, fino ad ora la stabilità finanziaria è stata portata avanti tassando i cittadini, con gravi ripercussioni sociali e pochi risultati in termini economici.
É ovvio che un tale sistema può funzionare solo se applicato su larga scala, in quanto se applicato solo localmente il rischio concreto è quello di una fuga di capitali da quel mercato (Paese) che diverrebbe di colpo meno conveniente.  Ed è questo il principale problema che dovrà affrontare la Commissione Europea per introdurre la Tobin Tax, visto che alcuni Paesi sono contrari come Inghilterra e Olanda, che l'accetterebbero solo se venisse applicata a livello internazionale e non solo europeo. Altri Paesi tra cui il nostro sono più possibilisti sull'introduzione di questa imposta, a patto che sia estesa a tutta l'Unione Europea a 27, mentre altri ancora (es Germania) sono favorevoli anche ad un'applicazione più ristretta (UE 17).
Il presidente della Commissione Europea, Josè Manuel Barroso, è però deciso ad ottenere un risultato in questo campo e proverà a proporre l'introduzione della Tobin Taxanche al G20, sebbene sia chiaro a tutti che questa imposta al momento serve soprattutto all'Europa, che ha nei propri Paesi PIIGS il bersaglio preferito della speculazione internazionale.

LA TOBIN TAX EUROPEA
La Tobin Tax prevista dalla Commissione Europea risulta piuttosto contenuta, per cercare di ridurre al minimo il rischio di turbative di mercato e rendere più uniforme possibile la tassazione delle transazioni finanziarie. Si parla, infatti, di un'aliquota fiscale minima per la negoziazione di obbligazioni e azioni pari allo 0,1% e pari allo 0,01% per i prodotti derivati. Inoltre per evitare di danneggiare famiglie e imprese, saranno esentati dalla tassa i contratti d'assicurazione, i fondi pensione, i mutui, il credito al consumo e il pagamento dei servizi.
Nella proposta è previsto inoltre che sia facoltà dei singoli Stati Membri fissare le aliquote della Tobin Tax, a patto di non scendere sotto i livelli minimi stabilito dalla direttiva.

 

LE REAZIONI DEI CONSUMATORI
Federconsumatori e Adusbef hanno espresso parere favorevole all'introduzione della Tobin Tax, auspicandosi però che questa misura venga introdotta il più presto possibile, visto il difficile momento che affligge l'Economia Europea. L'Unico appunto alla proposta riguarda le aliquote, che per le due associazioni dei consumatori devono essere invertite, andando a colpire per lo 0,1% le operazioni sui derivati. È giusto, sostengono Federconsumatori e Adusbef, che a pagare le ripercussioni della crisi siano coloro che hanno contribuito a determinarla, e non sempre i soliti cittadini". Anche il Codacons appoggia la Tobin Tax, allineandosi nella richiesta di un'introduzione rapida dell'imposta, già a partire dal 2012. Inoltre l'associazione chiede che l'extra gettito raccolto da questa nuova imposizione sia utilizzato per attenuare gli effetti recessivi delle manovre di rientro del deficit approvate dai Paesi in difficoltà.

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