Mercoledi, 13 Novembre 2019

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Marchi: la Crisi Non Ha Ridotto la Creatività Italiana


Marchi, creatività, domande

Tra il 2009 e il 2012 le domande di marchio comunitario depositate presso l'Ufficio per l'Armonizzazione del Mercato Interno (UAMI) sono state 701.806, l'82,7% delle quali provenienti dai Paesi del G12. I più attivi con il 19,1% delle domande totali sono i tedeschi, seguiti dagli Stati Uniti (12,7%) e dalla Gran Bretagna (9,9%) Segue la Spagna con l'8,8% delle domande e l'Italia con l'8,3%, pari in totale a 6.750 richieste. Il Tasso di crescita annuo dei Paesi del G12 è stato in questo periodo del 6,5% (6,1% il dato italiano), mentre quello dei Paesi BRIC del 22%, nonostante la loro quota di domande depositate all'Uami sia pari solo all'1,6% del totale. I dati che emergono da un'elaborazione Unioncamere-Dintec sottolineano come le imprese italiane siano orientate soprattutto verso la registrazione del marchio italiano rispetto a quello comunitario.  

Nel 2010, infatti a fronte di 56 mila depositi nazionali (compresi rinnovi e marchi collettivi), il ricorso al marchio comunitario sia sia fermato a “sole” 6.750 domande. A richiedere il marchio sono sostanzialmente le imprese con una percentuale dell'87,2% delle domande di marchio, seguono le persone fisiche (10,9%) e gli Enti (2%).

A livello territoriale l'area geografica più attiva è il Nord-Ovest con il 39,3% delle domande di marchio, segue il Nord-Est (33%), il Centro (19,3%) e il Mezzogiorno (8,5%). Se si analizza il periodo 1999-2010, però, il Sud risulta essere la zona con il più alto tasso di crescita annuo (9%), seguito dal Centro (7,9%) e da Nord-Est e Nord-Ovest (6,5% per entrambi). La Lombardia risulta essere la regione più attiva, seguita da Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Lazio.
Tra le province la capitale italiana per numero di depositi di domande di marchio risulta essere Milano, con più di un quinto delle domande depositate nel periodo 1999-2010 (22,1%). Seguono a distanza Roma (6%), Verona (4,5%), Bologna (4,1%) e Torino (4%). Per quanto riguarda il tasso di crescita medio annuo di periodo la città più dinamica risulta essere Roma (8,9%), seguita da Firenze (8,1%), Modena e Bologna (entrambe al 5,4%).
Tra gli ambiti più diffusi dove la creatività italiana ha richiesto la registrazione del marchio comunitario troviamo prodotti di “largo consumo”, prodotti della moda, dispositivi elettronici, elettrici, ottici e digitali e ancora occhiali, caschi ed estintori. La crisi, spiega UnioncamereUnioncamere non ha inciso molto nel caso dei marchi, tanto che tra il 2009 e il 2010, l'incremento delle domande italiane sottoposte all'Uami è stato superiore all'8%.
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