Sabato, 18 Gennaio 2020

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Imprese Femminili: in Italia Quasi un'Attività su Quattro È Guidata da una Donna


imprese femminili, imprenditoria, donne

Se sentire comune e statistiche ci dicono che i nuovi imprenditori in Italia sono soprattutto maschi e tendenzialmente giovani, le donne non stanno certo a guardare. Infatti, secondo l'ultima indagine dell'Osservatorio dell'imprenditoria femminile di Unioncamere, nello scorso anno si sono registrate quasi settemila imprese femminili in più, rispetto al 2010, con un incremento dello 0,5%. Un incremento, si potrà pensare, minimo, ma grazie al quale in Italia le imprese femminili hanno raggiunto le 1.433.863 unità, pari cioè al 23,5% delle imprese italiane. Il dato positivo si registra un momento decisamente poco brillante sia per quanto riguarda l'economia, sia sul fronte dell'accesso al credito per le imprese e controbilancia il dato maschile, visto che le imprese guidate da uomini sono calate di 6 mila unità nel 2011. Senza dimenticare le maggiori difficoltà che incontrano le donne sia sul fronte dei finanziamenti, sia dal punto di vista del welfare, con scarsi fondi a sostegno della famiglia e servizi di conciliazione lavoro famiglia insufficienti.  

ANALISI TERRITORIALE
A livello territoriale l'area che ha mostrato, nell'ultimo anno, una maggior dinamicità sul fronte delle nuove iniziative femminili è il Centro Nord con in testa Lazio (+1,3%) e Lombardia (+0,9%). Seguono con percentuali superiori alla media anche Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche e Veneto (tutte con un incremento dello 0,7%). Risultati negativi invece si sono registrati in Valle d'Aosta (-1,6%), Molise (-1,4%) e Basilicata (-1,3%). Tra le provincie quelle con la maggior crescita risultano Messina e Ragusa (entrambe fanno segnare un +2,4%), Monza e Brianza (+2,3%), Fermo e Prato (entrambe con +2,2%) e Catania (2,1%). Quelle in cui si sono registrati i dati di crescita peggiori sono state invece Caltanissetta (-5,1%), Vibo Valentia (-2,6%), Palermo (-2,2%),e Campobasso (-1,8%).

Le regioni dove il tessuto imprenditoriale è maggiormente caratterizzato da imprese femminili sono quelle del Centro Sud, con in testa il Molise, dove le imprese femminili sono il 30,1% del totale, segue la Basilicata (27,8%) e l'Abruzzo (27,7%). Dall'altra parte le regioni con la più bassa percentuale di imprese femminili sul totale sono Lombardia (20,2%), Trentino- Alto Adige ed Emilia Romagna (entrambe con il 20,7%) e Veneto (21,7%).


SETTORI E FORME GIURIDICHE

I settori cardine dell'imprenditoria femminile, spiega UnioncamereUnioncamere, rimangono quelli del Turismo e dei servizi alla persona, con una crescita che nello scorso anno è stata rispettivamente di 2.901 e 2.011 imprese femminili. Ma si registrano tendenze positive anche in settori dalla tradizione prettamente maschile, come quello delle costruzioni dove si sono registrate 1.348 nuove imprese femminili. Bene anche per il settore delle attività immobiliari (nonostante la crisi) dove le imprese femminili sono cresciute di 1.324 unità. In calo invece la presenza femminile nel manifatturiero (-852 imprese femminili) e nel commercio (-746 imprese).
Per quanto riguarda le forme giuridiche la crescita del 2011 è dovuta totalmente alle società di capitali (+7.756 imprese femminili), in crescita del 3,8%. In aumento anche le forme cooperative e i consorzi (+497 unità, pari all'1,4%), stabili le ditte individuali, mentre calano in modo sensibile le società di persone (quasi 2 mila unità in meno per una diminuzione percentuale dello 0,6%).

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