Lunedi, 18 Novembre 2019

Back Lavoro I Giovani Sul Lavoro: Vessati e Precari

I Giovani Sul Lavoro: Vessati e Precari


crisi, lavoro, giovani, occupazione giovanile

La situazione economica in Italia è pessima. Molti rapporti italiani – spesso dell’Istat – lo hanno certificato. Di recente, però, a certificare questa evidenza è stata anche l’OCSE. Il quadro che emerge è triste, soprattutto per certe categorie demografiche, come i giovani.
Emerge innanzitutto un trend negativo per quanto riguarda la disoccupazione. Il rapporto rivela che dopo un breve stop a inizio 2011, essa ha ricominciato a galoppare, raggiungendo livelli mai visti nel Bel Paese. A maggio 2012 si attestava all’11,1%. Parallelamente, il Pil sta scendendo e scenderà per tutto il 2012. Per il 2013 è invece prevista una fase di stagnazione.
Le particolarità dell’Italia, però, non sono queste cifre, ma come e soprattutto su chi queste cifre si ripercuotono. I costi della recessione, infatti, vengono quasi ed esclusivamente smaltiti sulla pelle dei giovani. Sono loro a pagare per primi il prezzo della crisi.

Sono loro, dunque, ad essere licenziati per primi quando le cose vanno male. I dati sono inequivocabili. Il tasso di disoccupazione di lunga durata in riferimento ai giovani è aumentato moltissimo in questi anni, ed è aumentato lievemente in riferimento ai lavoratori della fascia compresa trai 15 e i 24 anni. Si salvano solo i lavoratori qualificati e le donne, di qualunque età.
Perché tutto questo accanirsi sui giovani?

Essi vengono licenziati per primi per un motivo preciso: sono coperti da contratti ‘precari’, ossia quelli più facili da risolvere. Anche in questo caso i dati non lasciano adito a dubbi: il 49,9% dei giovani occupati è precario. Il trend è negativo: nel 2010 erano il 46.7% e nel 2009 erano il 44,4%. Nel 2000, addirittura, erano il 26,4%. Siamo ben oltre la media OCSE, che si attesta al 25,3%.
I precari in generale, non soltanto i giovani, vivono spesso situazioni limite. Hanno poche garanzie, sono poco remunerati – guadagnano in media 836 euro al mese – e sono, soprattutto, tanti: 3.315.580. Tra di loro figurano pochi laureati (il 15%) e si trovano soprattutto al Sud (35%).
L’OCSE, pur affermando che nel breve periodo la disoccupazione aumenterà, si è mostrata moderatamente ottimista. Ragione di questo ottimismo è la riforma del lavoro, a suo dire lo strumento giusto per ammortizzare gli effetti della crisi: “E' probabile che la recente riforma del mercato del lavoro riduca i costi sociali e occupazionali delle prossime recessioni. In primo luogo una minor incidenza del lavoro a termine e di altre forme contrattuali atipiche e precarie dovrebbe favorire la capacità del mercato del lavoro italiano di affrontare future recessioni, riducendone anche i costi sociali. Secondo, la riforma estende la copertura dell'indennità di disoccupazione a una platea più ampia di lavoratori”.
Secondo l’OCSE, però, rimane ancora da sciogliere il nodo dei rapporti tra Stato e Regioni. Rimane, inoltre, da varare una norma che favorisca la frequentazione di corsi di formazione e di aggiornamento da parte dei lavoratori.
InfoJobs - 468x60_IJIT_blue
RISORSE:

Importo  € Durata mesi
Finalità Anno di nascita  
PrestitiOnlinePrestitiOnline è un servizio di CreditOnline Mediazione Creditizia S.p.A.
P. IVA 06380791001 - Iscrizione Albo Mediatori Creditizi presso Banca d’Italia n°631


blog comments powered by Disqusblog comments powered by Disqus
  • Ultime Lavoro

  • Fisco e Tasse

  • Scuola ed Istruzione

  • Politica e Società

Alimentari

alimentari

Energia

energia

Green Economy

greeneconomy

Case ed Immobili 

immobili

Risparmio

moneybox
Facebook
Twitter
Rss
FriendFeed