Lavoro e giovani, un rapporto sempre più difficile in Italia. Ai dati sulla disoccupazione giovanile sempre in crescita, si affiancano sempre meno speranze di trovare un lavoro stabile o in linea con quanto si è studiato. Ad indagare la situazione ci ha pensato un'indagine del GI Group : “i giovani italiani e la visione disincantata del lavoro”, pubblicata da IlSole24Ore. Quello che emerge dalla ricerca che ha coinvolto 1.018 giovani tra i 15 e i 29 anni e 1.019 adulti con figli nel medesimo arco di età è una certa inesperienza dei giovani per quanto riguarda il lavoro. Infatti, il 16% dei giovani dell'età considerata non ha mai svolto un lavoro, mentre il 48% ha svolto solo impieghi saltuari. Nel Mezzogiorno la situazione è ancora più critica con 3 giovani su 4 che non hanno un lavoro stabile. Anche contando gli studenti, nel nostro Paese un giovane su cinque è in cerca di prima occupazione, disoccupato o un Neet.
Ad oggi il 34% dei giovani ha un contratto di lavoro a tempo indeterminato, quasi uno su due lavora con contratti a tempo determinato o flessibili, mentre l'11% lavora con partita Iva. C'è poi un 7,7% di giovani che lavora in nero, senza alcuna forma di contratto, una quota che arriva al 12% nel Mezzogiorno.
Ma come pensano i giovani di poter trovar lavoro?
Lo strumento ritenuto più efficace è, per 8 giovani su 10, la raccomandazione di una persona potente o inquadrata. Segue l'opzione di lavorare nell'azienda di famiglia (79% del campione) e di chiedere aiuto a parenti, amici e conoscenti (66,7% del campione).
Tra i lavori ideali scelti dai giovani, al primo posta spicca l'impiego pubblico con il 27,8% delle preferenze, segue la possibilità di lavorare in una grande multinazionale (16%), mentre una percentuale analoga vorrebbe aprire un'azienda o un negozio. Il 15% poi vorrebbe diventare libero professionista e il 4,5% indica che vorrebbe lavorare nel settore no profit.
Per 9 giovani su 10 i tre capisaldi (o forse sarebbe meglio dire sogni) del lavoro ideale devono essere: la sicurezza del posto fisso, la possibilità di avere occasioni di carriera e ricoprire incarichi interessanti. Sul fronte della mobilità lavorativa ben l'85% dei giovani sarebbe disposto a trasferirsi per lavoro, ma il 40% preferirebbe rimanere in Italia o all'interno della propria regione.
Le aspettative si infrangono spesso con la dura realtà, infatti il 46,6% dei giovani lavoratori prevedeva, prima di essere assunto, di ricevere uno stipendio più alto, mentre il 41,5% pensava che avrebbe avuto più chance di carriera. Ma i giovani italiani non hanno perso la speranza, infatti, il 42% sta pensando di cambiare lavoro, il 27% è indeciso, mentre uno su tre esclude questa possibilità.
Tra i fattori positivi segnalati dall'indagine del rapporto tra i giovani e il proprio lavoro emerge in primo luogo la relazione con i colleghi (voto medio 7,3 su 10 e l'84,5% dei giovani soddisfatti), un po' a sorpresa il rapporto con i capi (voto 6,8 e 75% dei giovani soddisfatti).
Infine il 41,7% dei ragazzi considera il lavoro solamente un'occasione di portare a casa lo stipendio, mentre il 36% pensa sia una forma di realizzazione personale.
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