Secondo gli ultimi dati pubblicati dall'Istat la disoccupazione nel quarto trimestre dello scorso anno è arrivata al 9,6%, il dato più alto dall'ultimo trimestre del 1999.
La disoccupazione, insomma, sembra essere in forte accelerazione, nonostante su base annua nel 2011 il tasso sia il medesimo di quanto fatto registrare nel 2010 (8,4%). Continua a crescere soprattutto la disoccupazione giovanile che è arrivata al 31,9% a febbraio, il valore più alto da gennaio 2004 ed in aumento del 4,1% su base annua.
Dati negativi che oramai si sono cristallizzati nella mente degli italiani, tanto che secondo l'Osservatorio Confesercenti-Ispo
sulla crisi, il 99% della popolazione è preoccupato per quanto riguarda il lavoro.
D'altro canto il rapporto sottolinea che il livello di preoccupazione per la situazione economica risulta ancora elevato e trasversale nella popolazione, ma calano rispettivamente di 8 e 7 punti percentuali coloro che si dichiarano molto preoccupati per l'economia nazionale e per quella regionale regionale. Così come è aumentata dal 19 al 42% la percentuale di coloro che intravede la possibilità di una ripresa economica per il futuro.
Poco meno di sette lavoratori su dieci hanno paura di essere licenziati (69%), percentuale in calo di 8 punti rispetto alla precedente indagine. Il 37% del totale è molto preoccupato e tra questi lo sono soprattutto le donne (41%), i giovani tra i 25 e i 34 anni (42%) e quelli tra i 35 e i 44 anni (43%).
La crisi continua a colpire duramente, tanto che un quarto delle famiglie dichiara di essere stato direttamente coinvolto dalla recessione o con la perdita del posto di lavoro o con la messa in cassa integrazione di uno dei propri cari. Un dato in crescita di undici punti percentuali rispetto alla precedente indagine. Nello specifico il 19% delle famiglie (pari a 4,560 milioni di nuclei familiari) dichiara di aver vissuto la perdita del posto di lavoro di un proprio caro, mentre il 14% rileva di avere un parente che ha usufruito o prevede di usufruire degli ammortizzatori sociali (3,360 milioni di nuclei familiari).
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