L' Aspi (acronimo di Assicurazione sociale per l'impiego) andrà a coprire tutte le situazioni che non rientrano nella cassa integrazione ordinaria includendo indennità di mobilità, incentivi di mobilità, disoccupazione per apprendisti, una tantum co.co.pro e altre tipologie di indennità. L’Aspi si applicherà ai dipendenti privati (esclusi quelli agricoli per i quali è prevista una specifica copertura), ai dipendenti pubblici assunti a tempo determinato, ai soci delle cooperative, agli artisti e agli apprendisti.
Molti sono ancora i dubbi e le domande dei cittadini riguardo a questa nuova forma di assicurazione sociale che entrerà in vigore gradualmente dal prossimo anno per poi affermarsi a pieno regime dal 2017.
Partiamo dall’importo: l’Aspi prevede un massimale di 1.119 euro (75% della retribuzione mensile qualora quest’ultima non superi, nell’anno 2013, la soglia massima di 1.180 euro mensili) con abbattimento dell'indennità del 15% dopo i primi 6 mesi e un ulteriore 15% di abbattimento dopo altri 6 mesi.
In linea di massima si nota un lieve aumento dell’importo riconosciuto e un’estensione della copertura a categorie fino ad oggi escluse, ad esempio gli apprendisti, a discapito però della durata.
Requisiti minimi per il riconoscimento dell’Aspi sono lo status involontario di disoccupato, un minimo di due anni di anzianità assicurativa e almeno 52 settimane lavorative nell'ultimo biennio. Si tratta in pratica della conferma dei requisiti minimi finora richiesti per l’indennità di disoccupazione ordinaria non agricola.
La durata sarà di 12 mesi (18 per i lavoratori sopra i 55 anni). E’ evidente che in termini di durata saranno penalizzati dalle nuove previsioni i lavoratori ai quali era riconosciuta la mobilità (circa 4 milioni e mezzo di dipendenti). L’Aspi viene erogata a partire dall’ottavo giorno successivo alla data di cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro, o dal giorno successivo a quello in cui sia stata inoltrata la domanda (esclusivamente per via telematica), a patto che resti in essere la condizione di disoccupazione.
L’Aspi può essere sospesa per un periodo massimo di sei mesi qualora subentri un nuovo lavoro subordinato. L’importo riconosciuto subisce una riduzione in caso di lavoro autonomo, dal quale derivi un reddito inferiore a quello prescritto ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione.
Dal punto di vista delle imprese l’Aspi prevede un contributo dell’1,3% per i dipendenti a tempo indeterminato. A questo si aggiunge un’aliquota addizionale dell’1,4% per coloro che sono assunti a tempo determinato che potrà però essere recuperata nell’ipotesi di stabilizzazione.
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