Nei giorni scorsi il Consiglio dei Ministri ha varato un decreto sui datori di lavoro che assumono a nero gli immigrati senza permesso di soggiorno. Il provvedimento appare come una stretta al problema in questione e un passo avanti deciso, visto che si sofferma soprattutto sulle dinamiche dello sfruttamento.
Le misure recano la firma del Ministro del Lavoro (Elsa Fornero), degli Affari Europei (Enzo Moavero) di concerto con il Ministro degli Affari Esteri (Giulio Terzi), dell’Interno (Anna Maria Cancellieri), dell’Economia (interim di Mario Monti) e della Giustizia (Paola Severino).
Il decreto è stato stilato per rispondere, oltre che a una piaga diffusissima sul territorio nazionale, alle direttive dell’Unione Europea in termini di lavoro nero. La direttiva è la 2009/52/CE, varata tre anni fa dal Parlamento Europeo e dal Consiglio.
Il decreto arriva giusto in tempo: nel 2011 l’Italia è stata deferita per la mancata esecuzione della direttiva ed entro qualche mese sarebbe stata chiamata di fronte alla Corte di Giustizia Europea.
In concreto, ecco di cosa si tratta. Chi assume a nero lavoratori non in possesso di regolare permesso di soggiorno rischia una pena che va dai sei mesi ai tre anni di carcere. Inoltre, rischia una multa di cinquemila euro circa per ogni dipendente cosiddetto ‘irregolare’.
In caso di condanna, inoltre, il datore di lavoro è tenuto a risarcire lo Stato delle risorse impiegate per far rimpatriare il clandestino.
Forse l’innovazione più grande è la seguente: agli immigranti clandestini assunti a nero che denunciano il loro datore di lavoro avranno diritto a un permesso di soggiorno a fini umanitari. Questo durerà sei mesi, ma sarà prorogabile per un anno. E’ palese lo scopo di questa ‘clausola’: incitare i lavoratori residenti irregolarmente in Italia a denunciare chi li sfrutta (ammesso che lo stia sfruttando realmente). Alcuni addetti ai lavori temono che quest’ultimo articolo del decreto possa rivelarsi come una gigantesca sanatoria. A riportare la calma è però intervenuta la stessa relazione tecnica allegata al decreto. I numeri fotografano la presenza di 164.753 lavoratori irregolari, di cui 2.095 stranieri privi di regolare permesso di soggiorno e, si legge nel documento, “gli eventuali fruitori del permesso d soggiorno a fini umanitari rappresentano una entità numericamente trascurabile”.
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