A guardare in maniera superficiale gli annunci di lavoro sui giornali specifici e online sembra quasi che la crisi occupazionale sia un’invenzione dei media: ma a guardare bene molte di queste proposte nascondono trappole e rappresentano i classici specchietti per le allodole. In alcuni casi bisogna saper leggere tra le righe, in altri invece la fregatura non è neppure celata. Eppure sono in molti, ovviamente spinti dalla necessità impellente di trovare lavoro, a rispondere a questi annunci poco seri. Vediamo come individuarli per imparare a riconoscerli e soprattutto ad evitarli.
Non solo ci sono stage non retribuiti che “permettono di fare esperienza” ma addirittura posizioni talmente formative che è lo stesso candidato a dover pagare (ad esempio per la giornata formativa di pre selezione).
E se questo è, con molto sforzo, quasi comprensibile o quantomeno giustificabile per lavori che richiedono alta professionalità o qualifiche particolari, si resta perplessi quando il candidato deve pagare per fare le pulizie! La formula proposta è quella che permette di diventare soci pagando la propria quota azionaria con il lavoro. La prima regola nella ricerca di un’occupazione è proprio quella di diffidare da annunci di lavoro-non lavoro, ovvero quelli che non prevedono una retribuzione. “Lavoro gratis” è un ossimoro che i proponenti seri non utilizzano.
Purtroppo spesso questi annunci di lavoro o pseudo tale non si accontentano neppure della prima persona volenterosa disposta a lavorare gratis ma si permettono anche il lusso della selezione, richiedendo rigidi requisiti come esperienza, dedizione al lavoro, impegno, capacità di lavorare in team etc. Tutti modi per fare apparire la posizione, dalla quale stare alla larga, come un’occasione ambita da prendere al volo. Nelle prima scrematura degli annunci di lavoro quindi il principio base da tenere presente è che non esiste lavoro che non meriti di essere pagato.
Anche il pagamento “a provvigione” è diventata una prassi molto consolidata, soprattutto nel settore vendite. Spesso vengono millantati incentivi altissimi ma, di fatto, se si divide il fisso per le ore di lavoro si ottiene una paga media oraria di 3-4 euro.
Purtroppo questa scandalosa offerta vive di una domanda di lavoro disperata che spinge ad accettare condizioni che non meriterebbero neppure di essere prese in considerazione.
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