Sabato, 18 Gennaio 2020

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Lavoratori Under 40: la Crisi Ha Fatto Perdere il Posto a 1,2 Milioni di Addetti


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Nei giorni scorsi abbiamo visto che secondo una ricerca dell'Isfol, i lavoratori anziani hanno retto meglio l'impatto della crisi rispetto ai giovani ed oggi, una conferma indiretta in tal senso è arrivata dall'Osservatorio sull'imprenditoria giovanile realizzato dall'Ufficio studi di Confartigianato. Secondo tale indagine presentata all'Assemblea nazionale dei Giovani imprenditori di Confartigianato tra il 2008 e il 2011 i lavoratori con meno di 40 anni sono diminuiti dell'11,4%, pari in valore assoluto a 1,233 milioni di unità. Contemporaneamente i lavoratori con più di 40 anni sono aumentati del 5,2%, cioè di 663.700 unità.
Tra settembre 2010 e settembre 2011 il calo dell'occupazione under 40 in Italia è stato dell'1,6% (-158.500 occupati), mentre per i lavoratori over 40 si è assistito ad un aumento dell'occupazione del 2,4% (+317.700 occupati). Insomma la crisi ha colpito soprattutto i giovani sia quelli con lavoro dipendente sia i lavoratori autonomi ed imprenditori.

E se il rapporto Datagiovani, ha sottolineato che la crisi ha ridotto il numero degli imprenditori under 30 del 7,5%, non va meglio se si allarga l'orizzonte di analisi agli under 40. Infatti tra il 2007 e il 2011 la diminuzione degli imprenditori italiani under 40 è stata del 17,1%, pari in valore assoluto a 387.400 unità in meno. Un valore superiore a quello registrato nell'Unione Europea dove il calo percentuale medio è stato del 14,7%.

Nonostante ciò, sottolinea Confartigianato, il nostro Paese conferma la forte tradizione imprenditoriale, risultando di fatto primo in Europa per numero di imprenditori e lavoratori autonomi under 40. Infatti, in Italia se ne contano 1.872.500, oltre 500 mila in più del Regno Unito (1.303.700), 700 mila in più della Polonia (1.127.300) e 800 mila in più della Germania (1.055.900).
In Italia, continua l'indagine, quasi un giovane occupato su cinque (il 19,6%) lavora in proprio, una percentuale quasi doppia rispetto alla media europea (10,3%). La propensione a fare impresa dei giovani italiani è superiore al 10,2% della Spagna, al 9,8% del Regno Unito, al 7,3% della Francia e al 6,5% della Germania.
Sul fronte delle imprese artigiane, Confartigianato sottolinea che il 30% dei giovani imprenditori italiani sono artigiani. Ma la crisi non fa sconti ha nessuno, tanto che solo tra il 2010 e il 2011 si è assistito ad una diminuzione di 33.284 imprenditori artigiani, pari ad un calo del 5,1%.
A livello geografico il maggior numero di imprese artigiane si registra nel centro Nord con in testa la Lombardia con 114.424 attività, segue l'Emilia Romagna con 90.932 attività, il Veneto con 60.985 attività, il Piemonte con 59.453 e la Toscana con 50.377 attività.
L'analisi per settori mostra che 64,9% dei giovani artigiani under 40 opera in due settori di attività: le costruzioni con il 43,2% delle attività e il settore manifatturiero con il rimanente 21,7%. Seguono le imprese attive nelle altre attività di servizi (12,9% dei giovani artigiani), il commercio all'ingrosso e al dettaglio e la riparazione di autoveicoli e motocicli (5,1%), le Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione (4,9%) e quelle di Trasporto e magazzinaggio (4,7%).
 
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