Anche in questo periodo di forte disoccupazione ci sono lavori richiesti che non subiscono, o lo fanno solo in maniera limitata, gli effetti della crisi. A stilare un elenco (che funga anche da guida di orientamento al momento di scegliere quale percorso professionale intraprendere) è stata la CGIA di Mestre. I dati si basano sul confronto tra il personale attualmente impiegato (distribuito in diverse fasce di età) e i pronostici di assunzione nel prossimo futuro fatti da imprenditori italiani nei diversi settori dell’economia. In questo modo è stato calcolato il tasso di ricambio della manodopera.
Tra i lavori richiesti maggiormente spuntano camerieri, cuochi, segretarie, personale addetto alla pulizia, badanti operai specializzati nell'edilizia e nell'industria alimentare e addetti alla sanità e all’assistenza sociale.
Giuseppe Bortolussi, segretario della CGIA di Mestre, ha individuato come filo conduttore di queste professioni il legame con settori trainanti dell’economia, dal turismo alla ristorazione, dalla sanità al sociale. In molti casi si tratta di mestieri che non richiedono altissima specializzazione ma che restano indispensabili per mantenere in piedi interi settori economici.
Dall’analisi della CGIA emerge anche l’altra faccia della medaglia, ovvero quella dei lavori che rischiano di scomparire o che si riferiscono ad un mercato saturo. Tra questi facchini, commessi, operai non specializzati e artigiani. Entro la fine dell’anno i tagli in questi settori potrebbero coinvolgere circa 22 mila unità attualmente impiegate. A pesare su commercio e industria di manufatti è soprattutto la concorrenza dei mercati esteri ma è evidente che gioca un ruolo determinante anche la crisi nazionale dei consumi. I pronostici a lungo termine purtroppo non lasciano intravedere prospettive più rosee: nei prossimi 10 anni questi settori potrebbero arrivare a far registrare una perdita di 385 mila posti di lavoro. A rischio riparatori radio e Tv, elettricisti, elettromeccanici, sarti, pellettieri, valigiai, borsettieri, materassai, tappezzieri, falegnami, muratori, carpentieri, meccanici etc. ma anche addetti all’agricoltura, quali braccianti e allevatori. Imminente estinzione prevista anche per autisti, venditori ambulanti, usceri etc.
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