Giovedi, 21 Giugno 2018

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ABI: LA RIPRESA SARÀ LENTA, NEL 2011 PEGGIORERANNO TUTTI GLI INDICATORI DEL MERCATO DEL LAVORO


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L'Abi dopo aver sottolineato solidità delle famiglie italiane e del sistema bancario dal punto di vista finanziario, ha presentato i risultati del Rapporto di previsione AFO sul triennio 2010-2012. Dal rapporto dell'Associazione Bancaria Italiana emerge che la ripresa economica sarà lieve e minata dalle difficoltà e dalle incertezze derivanti dei problemi di sostenibilità del debito pubblico che riguardano alcuni Paesi Europei (PIGS, Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna). Tali incertezze hanno limitato la crescita economica dell'Italia nel 2010 all'1% e interverranno anche nel prossimo anno in cui le previsioni di crescita si attestano allo 0,9% (dato confermato anche dalle stime di Confcommercio ), mentre solo nel 2012 il Pil farà segnare un incremento superiore all'1% (precisamente +1,3%).
Nell'Area Euro la crescita del triennio sarà superiore (in percentuale) a quella italiana, sebbene dopo l'1,6% del 2010, si registrerà una battuta di arresto nel 2011 che porterà il Pil all''1,3% per poi raggiungere l'1,5% nel 2012
Secondo le previsioni dell'Abi purtroppo anche il 2011 risulterà un anno nero dal punto di vista lavorativo, con un peggioramento dei principali indicatori. Il tasso di disoccupazione si attesterà all'8,5% per poi calare all'8% nel 2012. Parimenti il tasso di inflazione dovrebbe stabilizzarsi intorno all'1,5% nel 2011 e crescere lievemente nel 2012.
Sul fronte della finanza pubblica le correzioni apportate con la recente Legge di Stabilità
dovrebbero garantire una certa tenuta, con il rapporto deficit/Pil che dovrebbe andare verso il 3% nel 2012. Continuerà la crescita del rapporto tra debito pubblico e Pil che, secondo le valutazioni AFO, dovrebbe collocarsi nel 2010 al 119,1%, nel 2011 al 120,2% per poi calare nel 2012 al 119,4%. Ricordiamo che nel 2009,
secondo l'Istat tale rapporto era al 115,8% in crescita di dieci punti percentuali sul dato 2008.


IL TRIENNIO DEL SISTEMA BANCARIO ITALIANO
Le banche italiane dal canto loro, fa sapere l'Abi, continueranno nell'opera di sostegno al credito di imprese e famiglie, pur in presenza degli effetti della congiuntura sui conti economici. Ad ottobre (ultimo dato disponibile) il credito al settore privato non finanziario cresceva ad un tasso annuo del 4,6%, mentre il credito a famiglie e imprese cresceva ad un tasso annuo del 3,4%.
Gli utili netti del sistema bancario registreranno un lieve ripresa pari a 5,5 miliardi di euro nel prossimo biennio,dopo una riduzione del 29% nel 2009, non in grado comunque di modificare significativamente gli indici di redditività riferiti ai livelli raggiunti nel 2009-2010.


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Il livello di Roe (Return on Equity) dovrebbe raggiungere nel 2012 un livello del 3,3%, valore ancora inferiore a quelli pre-crisi, mentre il livello dei profitti dovrebbe risultare pari quasi alla metà dei profitti generati nel corso del 2007 Il triennio comunque sarà caratterizzato da un rafforzamento patrimoniale da parte della banche, con un tasso di crescita medio annuo dell'11%.
Il flusso di prestiti alle imprese presenterà variazioni positive con tassi di espansioni del 4,9% nel 2012, dopo una riduzione annua del 2,3% nel 2009. Il credito alle famiglie consumatrici, invece, dopo il lieve rallentamento del 2010, dovrebbe crescere tra il 6-7% nel prossimo biennio. I depositi bancari dovrebbero registrare nel 2010 livelli intorno al 4%, mentre l'Abi si aspetta un aumento delle obbligazioni, che dovrebbero tornare a crescere nel prossimo biennio a ritmi medi del 6,5%.
Sul fronte delle sofferenze bancarie, l'Abi rileva un aumento del 10% atteso per il 2011, dopo la crescita di oltre il 20% nel 2010, per poi attenuarsi nel 2012 stabilizzandosi al -1.7% Ciò comporterà un aumento dell'incidenza in rapporto agli impieghi dall’1,9% del 2009 al 2,4% del 2011 per diminuire al 2,3% nel 2012.

 

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