Anche lartigianato, negli ultimi
anni, ha risentito notevolmente della crisi, al punto che numerose
aziende del settore sono state costrette a chiudere. Questo dato è
particolarmente interessante per analizzare leconomia nazionale,
dal momento che su 6 milioni di imprese italiane, quasi un milione e
mezzo operano in questo settore.
Nel primo trimestre del 2011, infatti,
sono state ben 11.500 le imprese artigiane che hanno sospeso la
propria attività, un dato però in calo del 16,7% rispetto al
primo trimestre del 2010 quando si registrarono ben 13.800 chiusure.
Per cui si evidenzia un trend in diminuzione anche considerando che
nel primo trimestre 2009 le chiusure erano state 15.600. Nel biennio
2009-2011 la diminuzione delle chiusure di imprese artigiane nel primo
trimestre dell'anno è stata ben del 26,3%, segno che la crisi sta
facendo sentire meno i suoi effetti sulle imprese. Va anche detto
però che sono ben 10 anni che puntualmente, nel primo trimestre
dellanno, il trend risulta negativo.
Per il primo trimestre del 2011, il
tasso di crescita delle imprese artigiane è stato pari a -0,8%, una
flessione ben superiore rispetto alla media del totale delle imprese
nel medesimo periodo, a conferma del fatto che lartigianato non
sta vivendo comunque anni sereni, se paragonato ad altri settori
dell'economia.
Per quanto riguarda le imprese italiane
in generale, infatti, nel primo trimestre del 2011 il trend è stato
pari a -0,1%, per un saldo che permane decisamente negativo: tra
aziende nate ed aziende chiuse, infatti,se ne contano 9.638 in meno.
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Per quanto riguarda gli altri settori, i trend negativi sono decisamente frequenti, se pur con differenze significative: il settore costruzioni registra ad esempio un tasso di crescita del -0,9%, ad eccezione dei lavori di costruzione specializzati, quello dei trasporti e del magazzinaggio del -1,1%, le attività manifatturiere del -0,9% e il settore servizi del -0,5%.
Un incremento davvero notevole, quasi clamoroso per la sua entità, riguarda il settore delle riparazioni, che ha registrato un +12% nel primo trimestre del 2011. Gli economisti evidenziano come questo aspetto sia strettamente legato alla condizione finanziaria delle famiglie, che, non vivendo periodi favorevoli dal punto di vista economico, preferiscono riparare i loro oggetti, di qualunque tipologia siano, piuttosto che acquistarli nuovamente.
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