Lunedi, 18 Novembre 2019

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COSTRUZIONI: LE IMPRESE ITALIANE SEMPRE PIÙ VERSO IL MERCATO ESTERO, CHE COPRE IL 54% DEL FATTURATO


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Crolla il fatturato italiano delle imprese di costruzione italiane, sempre più spinte ad investire all'estero, tanto che a fine 2009 il fatturato ottenuto sui mercati stranieri rappresenta più della metà di quello globale (54%). Solo sei anni fa, per lo stesso campione di imprese, il fatturato estero rappresentava poco più del 30%. Nello stesso periodo, la quota di fatturato prodotto in Italia è passata, invece, dal 69,3% al 46%. Questo il quadro fotografato dal 4° rapporto Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili) sulla presenza delle imprese edili italiane nel mondo.
Tra il 2004 e il 2009, sottolinea l'indagine, il fatturato estero delle imprese di costruzione italiane (presenti nel campione) è aumentato del 140%, passando dai 3 miliardi di euro del 2004 agli oltre 7,2 di fine 2009. Nello stesso periodo, però, il fatturato nazionale è diminuito dell’8,8%, per  quasi tutte le classi di impresa. Ciò significa che tra il 2004 ed il 2009 le attività oltreconfine sono cresciute ad un ritmo pari al +19,2% annuo, mentre quelle svolte in Italia sono diminuite ogni anno mediamente dell’1,8%.
Nel solo 2009 il fatturato delle imprese italiane è calato mediamente del 10,2%, sul mercato interno, mentre è cresciuto del 13,8% su quello estero. Dati che dimostrano dunque come a fronte di una preoccupante debolezza del mercato interno, il mercato estero stia assumendo un ruolo sempre più centrale per le imprese italiane. Secondo l'Ance i dati dimostrano che la tendenza verso l'estero non rappresenta una dinamica di breve periodo, legata al ciclo economico, ma un fenomeno strutturale dovuto a scelte strategiche. La crisi economica poi, ha accelerato questa evoluzione. L'associazione sottolinea come le imprese italiane abbiano risposto alla recessione, ampliando le attività all'estero.
Dall'analisi del portafoglio ordini del 2009,risulta che nel 2009 le aziende del campione sono presenti in 86 Paesi, 6 in più dello scorso anno, con 576 commesse per un valore complessivo di 44 miliardi di euro. A livello geografico, il Sud America continua ad essere il maggior mercato di sbocco, con un quarto del totale dei lavori, seguito dal Nord Africa con il 16% e dall'Unione Europea con il 14%. Rispetto al 2008, però risultano in crescita anche le commesse e i lavori in Centro America ed in Asia.



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La realizzazione di sistemi infrastrutturali (ferrovie, impianti idroelettrici, strade, ponti, metropolitane, gasdotti, reti e centrali elettriche, opere idrauliche, aeroporti) continua a rappresentare il core business delle imprese italiane. Diminuisce, invece, rispetto allo scorso anno, la quota di edilizia residenziale e non.
Il presidente dell`Ance Paolo Buzzetti, ha commentato i dati del rapporto, sottolineando come la forte presenza all'estero dimostri l'eccellenza delle imprese italiane, in grado di ottenere successi anche su mercati altamente competitivi. D'altro canto ha proseguito Buzzetti, le criticità del mercato interno potrebbero penalizzare le piccole- medie imprese che, non hanno gli strumenti adeguati per affrontare la sfida dei mercati esteri da sole, e che quindi necessitano di sostegno.
Il vicepresidente dell'Associazione , Giandomenico Ghella, ha poi suggerito l'importanza di una maggiore promozione, in termini di efficacia del “Sistema Italia”, di modo da facilitare gli investimenti all'estero delle imprese. Soprattutto per ciò che riguarda il sistema bancario e assicurativo che, secondo Ghella, deve credere ancor più nel successo internazionale delle imprese di costruzione italiane.
Il "Rapporto 2010 sulla Presenza delle Imprese di Costruzione Italiane nel Mondo nel 2009" è disponibile per il download a questo indirizzo.

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