Venerdi, 24 Gennaio 2020

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CRESCONO LE RETRIBUZIONI DEI LAVORATORI STATALI, MA MENO CHE NEL SETTORE PRIVATO E DELL’INFLAZIONE


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Aran, Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni, ha presentato assieme al Ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta il rapporto relativo alle retribuzioni dei lavoratori statali nell’anno 2010, precisamente alle buste paga dei dipendenti pubblici esclusi i dirigenti.
Secondo Aran, le retribuzioni nel settore pubblico sono aumentate durante lo scorso anno dell’1,3% rispetto al 2009, mentre le retribuzioni di fatto, ovvero il conteggio che include anche gli effetti della contrattazione integrativa, fanno registrare un +1,5% rispetto al 2009.
L’incremento registrato nelle buste paga dei lavoratori pubblici va però rapportato al tasso di inflazione, che nel 2010 ha toccato quota 1,5%, dunque una percentuale superiore rispetto all’aumento registrato. inoltre, l’incremento delle retribuzioni dei dipendenti pubblici risulta inferiore rispetto agli aumenti registrati nel settore privato, cresciuti nel 2010 del 2,4% rispetto al 2009.
La percentuale di incremento delle retribuzioni per i lavoratori pubblici di riferimento Aran è stata dell’1,4% rispetto al 2009, ed è dipesa da differenti fattori. Nello specifico, l’1% è stato determinato dall’effetto di trascinamento, ovvero i rinnovi di contratti sottoscritti nel 2009, mentre il restante 0,4% deriva dalle indennità di vacanza contrattuale corrisposte nel 2010 e dai pochi rinnovi che hanno interessato lo scorso anno.
Una menzione a parte per le forze dell’ordine e le forze armate, categorie di lavoratori pubblici che hanno fatto registrare invece un incremento delle retribuzioni pari a +0,9% nel medesimo anno.



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Per quanto riguarda i dipendenti del settore privato, invece, la percentuale di incremento del 2,4% va suddivisa in quest’ordine: 1,1% per via del trascinamento dei contratti definiti nel 2009 e 1,3% dei benefici attribuiti dai contratti attivati durante l’anno stesso.
Dal report di Aran, inoltre, è emerso che in tutti i cinque comparti esaminati, ovvero regioni ed enti locali, università, ricerca, enti pubblici non economici e Ssn, la componente della produttività ha avuto delle influenze minime sull’incremento registrato in busta paga.
In ben 10 anni, infatti, questa componente ha comportato un incremento medio delle retribuzioni pari a soli 380 euro all’anno, a fronte di incrementi ben più rilevanti quali ad esempio la voce carriera e accessorio, che nel medesimo periodo di tempo ha implicato degli incrementi medi di retribuzione pari a 3.200 euro.

[Via: AranAran ]

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