Domenica, 19 Maggio 2013

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Crisi: le PMI Italiane Ancora in Difficoltà, a Pesare Sono l'Incertezza Economica e la Liquidità


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Le piccole e medie imprese italiane hanno superato la crisi, e se si come? A queste ed ad altre domande ha cercato di rispondere lo studio: “Small and Medium-Sized Enterprises: Rebuilding a Foundation for Post-Recovery Growth”, realizzato da Forbes Insights.Forbes
Insights. L'indagine, realizzata lo scorso ottobre ha coinvolto le imprese con un organico pari o inferiore a 250 dipendenti, in Italia e in cinque altri Paesi (Canada, Cina, Singapore, Sudafrica e Regno Unito). Per quanto riguarda il nostro Paese sono state analizzate 266 PMI italiane, campione rappresentativo di microimprese (meno di 10 dipendenti), piccole imprese (dai 10 ai 49 dipendenti) e medie imprese (dai 50 ai 250 dipendenti). Vediamo allora qualche spunto dell'indagine.
Rispetto alle PMI degli altri Paesi le imprese italiane sembrano ancora in difficoltà di fronte alla recente crisi economica, piuttosto che proiettate verso una nuova crescita post ripresa. Quasi un'impresa italiana su tre (il 29%) risulta preoccupata per l'incertezza economica, una percentuale analoga segnala, invece problemi riguardo la ricerca di nuovi e potenziali clienti, mentre una su quattro è spaventata circa le possibilità di reperire finanziamenti.
Le imprese italiane nel confronto internazionale risultano essere quelle che hanno hanno registrato in misura minore una crescita del fatturato. Solo il 24% delle PMI italiane, infatti, ha dichiarato un fatturato più alto rispetto all’ultimo anno, contro il 34% che ha indicato un calo dello stesso e il 42% che ritiene sia rimasto sostanzialmente invariato. Nello specifico le medie imprese sono quelle che sono cresciute di meno, con solo il 19% del campione che ha dichiarato un incremento del fatturato, contro il 41% ch invece l'ha visto contrarsi. Sul fronte delle previsioni gli imprenditori italiani restano per lo più fiduciosi o attendisti, con il 41% che si attende un fatturato più alto per il prossimo anno, mentre il 43% è convinto che resterà pressoché invariato. Rimane però una quota del 16% che si attende un fatturato più basso.
Per coloro che si aspettano un miglioramento del fatturato nei prossimi 12 mesi, i fattori chiave risulteranno essere soprattutto l'incremento delle vendite di prodotti (o servizi) già esistenti e l'aumento della qualità dei prodotti (entrambi al 33%), seguiti da una maggiore presenza su Internet (30%) e da nuove alleanze strategiche (28%). Più di un terzo delle imprese (il 34%) ritiene inoltre che anche la raccolta di ulteriore capitale contribuirà alla crescita futura.


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Quello della gestione della liquidità risulta essere un tema centrale per le imprese italiane. In generale il 43% delle PMI italiane ritiene che gestire il flusso di cassa oggi sia più difficile rispetto a un anno fa, contro il 12% che invece lo segnala più facile (per il 44% la situazione non ha subito cambiamenti rilevanti). Il problema è tanto più complesso in Italia perchè è molto diffusa la pratica del ritardo dei pagamenti. Infatti, il 32% delle PMI italiane ritiene che la gestione dei clienti ritardatari o insolventi sia una delle principali sfide per la gestione della liquidità negli ultimi 12 mesi. Al secondo posto troviamo la riduzione del fatturato (31%) e al terzo le tasse (29%). Inoltre le medie imprese ritengono che le difficoltà di accesso al credito abbiano influenzato negativamente il loro flusso di cassa, con il 22% che ha segnalato limiti di credito più bassi e il 19% che ha avuto difficoltà ad ottenere i finanziamenti.Va detto però che più del 40% delle PMI italiane ha dichiarato di aver ottenuto la totalità o la maggior parte dei finanziamenti richiesti nel corso degli ultimi due anni. Una percentuale decisamente più bassa rispetto a quella registrata negli altri Paesi,
Infine le imprese italiane sono preoccupate circa la sopravvivenza della propria attività in caso di una nuova crisi economica, con ben il 45% delle PMI italiane che ha dichiarato di non essere sicuro di possedere finanziarie adeguate per la gestione di un ciclo economico negativo.

 

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