L'Italia è un Paese dalla forte tradizione industriale dove si conferma sempre più difficile fare impresa. Non solo Confindustria, infatti, aveva certificato la perdita del nostro Paese nella classifica dei maggiori produttori industriali, ma anche recentemente, il Word Economic Forum ci poneva al 43° posto nella classifica mondiale della competitività. La bocciatura completa ( o quasi) è però arrivata oggi,dal rapporto “Doing Business
” della Banca Mondiale, dove il nostro Paese scivola dal non proprio lusinghiero 83° posto su 183 Paesi analizzati all'87° odierno, perdendo in un anno quattro posizioni, e posizionandosi dietro Mongolia (che ci ha sopravanzato) , Bahamas, Zambia, Brunei e Albania.
Siamo, insomma, per la Banca Mondiale, anni luce distanti dalle grandi economia europee, quali Regno Unito (7° posto), Germania (19° posto) e Francia (29°), per non parlare poi degli altri grandi del G7, Stati Uniti, Canada e Giappone, che si sono piazzati rispettivamente al 4°, al 12° e al 20° posto.
Ma in base a cosa è stilata la classifica?
Scorrendo la classifica globale troviamo al primo posto Singapore, seguito da Hong Kong, Cina, Nuova Zelanda e come detto Stati Uniti, che si piazzano davanti al primo Paese europeo che, forse un po' a sorpresa è la Danimarca.
Tra i Paesi che hanno mostrato i passi avanti maggiori rispetto allo scorso anno, il rapporto, evidenzia il Marocco, risalito di 21 posizioni in classifica e arrivato al 94° posto, alle soglie dell'Italia, insomma. Questo soprattutto grazie alle riforme messe in atto, che hanno permesso un miglioramento per quanto riguarda la burocrazia, gli adempimenti fiscali e la protezione degli azionisti di minoranza. Oltre al Marocco gli altri Stati che hanno fatto registrare i maggiori miglioramenti in classifica sono stati la Moldova, la Macedonia, São Tomé e Príncipe la Lettonia, Capo Verde, la Sierra Leone, il Burundi, la Korea, Le solomon Islands, l'Armenia e la Colombia
Ma veniamo all'Italia.
Il nostro Paese si guadagna le posizioni miglior per quanto riguarda la voce relativa alla risoluzione dell'insolvenza dove strappa un più che dignitoso 30° posto complessivo, segue il 63° posto nel commercio transfrontaliero e il 65° posto nel sistema di protezione degli investitori e degli azionisti. Come ambiente per far partire un'impresa non siamo proprio il posto ideale, piazzandoci al 77° posto complessivo, così come non eccelliamo per quanto riguarda l'ottenimento dei permessi per costruire (96° posto), nella registrazione della proprietà (84° posto) e cosa, non proprio difficile da credere nell'accesso al credito (98° posto). Le posizioni peggiori in classifica le otteniamo per quanto riguarda le voci relative all'attuazione dei contratti (158° posto), al pagamento delle tasse, dove ci saremmo aspettati un posto ancora peggiore del 134° assegnatoci e nell'approvvigionamento di energia, dove non senza sorpresa siamo collocati al 109° posto complessivo.
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