Venerdi, 23 Agosto 2019

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FALSI INVALIDI: UNA PENSIONE SU SEI NON È DOVUTA, LE VERIFICHE INPS CANCELLANO 40 MILA ASSEGNI


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Falsi Invalidi: una Pensione su Sei non è Dovuta, le Verifiche Inps Cancellano 40 Mila Assegni | Invalidità | Inabilità |

Uno dei primi obiettivi dell'amministrazione pubblica nell'opera di contrasto agli sprechi, ribadita anche nella manovra economica, è sicuramente la lotta ai falsi invalidi. Il numero di pensioni erogate per l'assistenza previdenziale da menomazione fisica e mentale è aumentato di quasi il 50% dal 2003 ad oggi, una crescita difficilmente compatibile sia con la crescita di popolazione che con i dati sugli incidenti sul lavoro.
Per tentare di arginare il fenomeno dei falsi invalidi da Gennaio l'Inps ha introdotto nuove procedure per la richiesta della pensione di Invalidità, mentre, non senza polemiche, il governo ha elevato la percentuale di invalidità per accedere all'assegno mensile di assistenza,
Falsi Invalidi: una Pensione su Sei non è Dovuta, le Verifiche Inps Cancellano 40 Mila Assegni | Invalidità | Inabilità | dal 74% all'85%. Ma mentre la prima misura risulta efficace ed anzi ha già apportato una buona diminuzione delle domande di invalidità (scoraggiando i falsi invalidi da farne richiesta), in calo da gennaio 2010 del 25% rispetto al 2009, da 1,1 milioni a poco più di 800 mila, la seconda misura desta più di qualche dubbio. Infatti, se l'innalzamento della percentuale porterà molto probabilmente a far abbassare il numero totale di pensioni, il rischio è che a farne le spese non siano i falsi invalidi ma, per lo più coloro, che hanno menomazioni sotto la nuova soglia di legge. Insomma sembra più una misura idonea a ridurre il numero di prestazioni erogate piuttosto che adatta a colpire i falsi invalidi.
Nei giorni scorsi l'Inps ha comunicato alcuni dati relativi ai campioni delle verifiche relative a 200 mila prestazioni pensionistiche effettuate nel 2009, circa l'8% del totale. Entro il 2012 l'obiettivo dell'ente pensionistico è di arrivare a 800 mila verifiche complessive, 100 mila già effettuate quest'anno, mentre le rimanenti 500 mila da eseguire nel prossimo biennio.
Secondo i dati presentati circa il 17% delle prestazioni attualmente erogate non è in linea con i requisiti richiesti dalla legge, il che significa che un invalido su sei percepisce una pensione a cui non ha diritto. Nella media non sono stati tenuti conto i dati di Valle d'Aosta e Trentino Alto Adige, perchè poco significativi nei numeri. Purtroppo in alcune zone d'Italia questa media è ben maggiore. Il triste primato di regione con la più alta percentuale di falsi invalidi spetta, un po' a sorpresa, alla Basilicata con quasi un falso invalido su tre (media del 29%). Al secondo posto si piazza la Campania con il 25%, mentre completa il podio la Sardegna con il 18%


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L'opera di verifiche effettuata nel 2009 ha permesso di scovare 40mila falsi invalidi a cui sono state cancellate le prestazioni assistenziali non dovute. L'unica nota stonata nell'opera di verifica è stata la non perfetta collaborazione tra Inps e Asl che non ha permesso un'efficienza ottimale nei controlli. Stando a quanto riportato, infatti, nel 2009 solo l'8% delle Asl ha trasferito le cartelle sanitarie all'istituto, costringendo l'Inps a procedere a controlli non selettivi come invece sarebbe stato opportuno. E i dati sono ancora peggiori nel 2010 con solo il 3% delle Asl che hanno consegnato le cartelle sanitarie richieste all'Ente pensionistico. Per questa ragione il presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua, ha deciso di scrivere ai governatori delle Regioni per chiedere un aiuto per una maggiore collaborazione da parte delle Asl. Questo permetterebbe a velocizzare i controlli, migliorare i tempi di erogazione delle prestazioni assistenziali e creare il minor fastidio possibile ai veri invalidi
   


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