Investire nella propria istruzione
risulta essere ancora una scelta vincente in Italia, i laureati,
infatti, guadagnano di più rispetto ai diplomati e raggiungono tassi
di occupazione più elevati. A sostenerlo è uno studio dell'Isfol,
che anticipa un progetto di ricerca dellIstituto sui rendimenti
dellistruzione nel mercato del lavoro. Si tratta di un'immagine
diametralmente opposta a quella tratteggiata recentemente dal
censis, secondo cui i
laureati italiani lavorano meno dei diplomati e meno dei colleghi
europei.
Secondo l'Isfol, invece, la laurea, pur
avendo perso appeal rispetto al passato continua a rimanere una
scelta vincente. Sul fronte lavoro si registra un tasso di
occupazione dei laureati inferiore di 4,6 punti percentuali rispetto
al dato registrato nel 2000 (81% contro 75,4%). Rispetto ai
diplomati, che entrano nel mercato del lavoro mediamente un
quinquennio prima dei laureati, i laureati hanno, però fino ai 34
anni un tasso di occupazione più basso (di oltre un punto
percentuale). Tuttavia già prima dei 30 anni di età, i laureati
recuperano posizioni in termini di tasso di occupazione. Dai 34 ai 44
anni, infine il tasso di occupazione dei laureati risulta essere in
media superiore di quasi 7 punti percentuali a quello dei diplomati.
Per quanto riguarda i guadagni, il
divario di retribuzione tra laureati e diplomati è pari a oltre il
16% sia per la fascia di età 15-24 anni, che per quella 25-34, per
aumentare sistematicamente nel corso della carriera lavorativa.
Un'ora di lavoro di un laureato, vale circa il 21% in più di quella
di un diplomato nella classe di età 24-34. Questo divario raggiunge
il 50% verso fine carriera. Volendo quantificare lo stipendio
mensile, Isfol sottolinea come, in Italia la licenza elementare porti
a guadagnare in media 995 euro, la licenza media 1098 euro, il
diploma di scuola superiore 1261 euro e la laurea 1626 euro.
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In generale le lauree più premianti in termine occupazionali sono, secondo l'indagine, quelle di tipo scientifico, mentre, dall'altra parte quelle umanistiche ottengono i risultati peggiori. Secondo l'Isfol, la vocazione umanistica che caratterizza il nostro Paese porta ad un eccesso di offerta di laureati in lettere, arti e musica, che risultano quindi di più difficile collocazione sul mercato.
I più alti tassi di occupazione, per la fascia di età compresa tra i 25 e i 34 anni, si riscontrano trai i medici, seguiti dai laureati nel ramo chimico-farmaceutico e dagli ingegneri.
[Via: Isfol ] |
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