Domenica, 15 Dicembre 2019

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IN ITALIA UN TERZO DELLE AZIENDE SVOLGE ATTIVITÀ DI INNOVAZIONE, IL 40% CON UN OCCHIO ALL'AMBIENTE


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Nel triennio 2006-2008 le imprese italiane che hanno svolto attività di innovazione sono state 69.017, pari al 33,1% dell’universo considerato. Lo riferisce l'Istat che ha diffuso i dati di un'indagine svolta sulle imprese con più di 10 addetti del settore industriale e del terziario. Rispetto alla precedente indagine, relativa al triennio 2004-2006 il numero di imprese innovatrici è aumentato di oltre tre punti percentuali. Quasi un terzo delle imprese (il 30,7%) ha introdotto sul mercato o nel proprio processo produttivo almeno un'innovazione. Sono soprattutto le imprese dell'industria (41,1%) ad aver introdotto innovazione, seguite da quelle dei servizi (23,9%) e da quelle che operano nelle costruzioni (20,3%). Le imprese più grandi sono quelle che innovano di più, nello specifico il 65,1% delle aziende con 250 o più addetti ha innovato, seguite da quelle con 50-249 addetti (49,8% del totale) e da quelle con 10-49 addetti (28,2% del totale).
Nel settore dell'industria le imprese che più hanno innovato sono state quelle farmaceutiche (75,5% del totale) seguite da quelle che operano nel settore dell'elettronica e delle fabbricazione di computer (69,1%), dalle industrie chimiche (63,4%) e dal settore automobilistico (58,4%). Nel settore dei servizi le imprese maggiormente innovatrici sono quelle che operano nel settore delle telecomunicazioni (66,3% del totale), nella produzione di software (60,9%) e nella ricerca e sviluppo (60,8%). A livello economico le attività innovative nel 2008 hanno impegnato le imprese per 28 miliardi di euro, il 3% in meno del 2006 e per la maggior parte attribuibile alle imprese industriali. La maggior parte di queste risorse finanziarie sono state impiegate per l'acquisto di macchinari, impianti e attrezzature (39,2%), seguite dalle attività di ricerca e sviluppo interne (34%), mentre il 9,3% della spesa è stato impiegato da attività di ricerca e sviluppo esterne. Il 7,1% delle risorse è stato impiegato per le attività di marketing e di formazione del personale, il 6,4% per la progettazione industriale e il 4% per l'acquisto di brevetti, licenze e servizi di consulenza.


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Più di quattro imprese su dieci (il 44,3%) hanno dichiarato di aver contribuito, con le innovazioni alla riduzione dell’impatto ambientale e all’ottimizzazione delle risorse naturali in fase di produzione, mentre il 41,8% ha comunicato di aver realizzato interventi innovativi orientati a una maggiore sostenibilità ambientale in fase di consumo e utilizzo dei beni. Gli interventi più frequenti hanno riguardato la riduzione dell’inquinamento, seguiti, nell’industria e nei servizi, dal riutilizzo di scarti di processo, da una migliore gestione dei rifiuti e dal riciclo dell’acqua e, nelle costruzioni, dall’uso di materiali eco-compatibili in sostituzione di quelli tradizionali.
In chiusura ricordiamo che il 26,4% delle imprese ha però introdotto soluzioni innovative per far fronte a vincoli normativi e fiscali vigenti.

[Via: IstatIstat ]

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