Sabato, 25 Maggio 2013

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Lavoro: Calano gli Infortuni e i Morti


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Se il mercato del lavoro non fornisce buone notizie sul fronte occupazionale, note positive arrivano dall'INAIL, nel suo rapporto annualerapporto annuale, per quanto riguarda gli infortuni sul lavoro che sono calati nel 2011 del 6,6% rispetto all'anno precedente. In totale sono stati 725.174 gli infortuni denunciati all'istituto di cui 920 purtroppo mortali. Ma anche qui c'è stato qualche miglioramento visto che i casi di morte sul lavoro sono diminuiti del 5,4%,  confermando il trend decrescente già registrato nel 2010.
Tornando agli infortuni sul lavoro, l'INAIL spiega che il 90% avviene nell'esercizio effettivo dell'attività, mentre i rimanenti, quelli in itinere, accadono al di fuori del luogo di lavoro, durante il tragitto casa-lavoro-casa.
Gli infortuni avvenuti in occasione di lavoro sono diminuiti del 6,5% lo scorso anno, mentre quelli in itinere del 7,1%.

Tra i primi si segnalano anche quelli occorsi ai lavoratori che operano sulla strada, dagli autotrasportatori, ai rappresentanti, fino agli addetti alla manutenzione stradale, che sono diminuiti dell'8,4%. Sul fronte dei casi mortali si è osservato invece un calo dell'8,6% per gli infortuni in occasione di lavoro, mentre gli infortuni mortali in itinere sono aumentati del 4,8%,
Sul calo degli infortuni ha influito anche la crisi economica e lavorativa sebbene in maniera parziale, infatti, sottolinea l'INAIL, il calo reale degli infortuni depurato degli effetti della crisi si attesta al 5% (dal 6,6 % iniziale), mentre quello degli infortuni reali si attesta al 4% (contro il 5,4% complessivo).

A questo dato si è giunti sulla base di elaborazioni effettuate su dati Istat (andamento occupazionale, unità di lavoro anno, ore lavorate per dipendente) e su informazioni rilevate dagli archivi delle Comunicazioni obbligatorie, dell'Agenzia delle Entrate e della platea degli assicurati INAIL. Per cui si può dire che la gran parte delle riduzioni osservate è da attribuire agli effettivi miglioramenti dei livelli di rischio.
L'analisi dei settori di attività mostra che il 90% degli infortuni dello scorso anno si concentra nell'industria e nei servizi, il 6% nell'Agricoltura e il 4% tra i Dipendenti dello Stato. La riduzione degli infortuni ha interessato comunque tutti i settori, in primis quello dell'industria e dei servizi (-6,6%), seguito dall'agricoltura (-6,5%). Il calo degli infortuni per i dipendenti del conto Stato si è attestato al 5,8%. Quest'ultimo settore è stato tuttavia quello che ha fatto registrare il calo più significativo per quanto riguarda gli infortuni mortali (-18,8%), seguono l'industria e i servizi (-6,3%), mentre in agricoltura si è osservato un aumento dei casi del 2,7%.
Al di là dei dati ufficiali ci sono da considerare gli infortuni occorsi ai lavoratori in nero, che a causa dell'irregolarità del rapporto di lavoro non vengono notificati all'INAIL. Secondo le stime dedotte a partire dai dati Istat e utilizzando propri indicatori di rischio, l'istituto stima che questi infortuni “invisibili” siano stati nello scorso anno circa 164 mila, un dato in linea con quello del 2010.
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