La Camera di Commercio di Milano ha
presentato un'interessante indagine sulla capacità di effettuare
attività simultanee. Una prerogativa che contraddistingue in media
otto persone su dieci soprattutto tra il gentil sesso. Il 92% delle
donne, contro l'83% degli uomini, infatti, svolge più attività
contemporaneamente riuscendo a mettere da parte 3 ore in più al
giorno (27 ore), unora in più rispetto ai maschi (26). Secondo
la Camera di Commercio sul fronte lavorativo, oltre la metà delle
donne lavora al telefono e al computer contemporaneamente, mentre
una signora su dieci lavora anche durante la pausa pranzo (il doppio
degli uomini). E ancora il 3% continua a lavorare anche nel fine
settimana, durante lescursione o in spiaggia. Dall'altra parte il
14% degli uomini preferisce sfruttare gli spostamenti in auto o in
treno per lavorare.
Il mondo del lavoro sembra favorire
abbastanza questo genere di pratiche, in quanto in un caso su tre,
gli orari dell'impresa sono molto flessibili e rendono possibile
svolgere e gestire più attività contemporaneamente. Nel 6,3% dei
casi, circa 1 su 15, fa sapere la Camera di Commercio è possibile
lavorare da casa, approfittando delle occasione per occuparsi delle
faccende domestiche o della cucina. A tal proposito il presidente del
Comitato per la Promozione dellImprenditoria Femminile della
Camera di commercio di Milano, Gianna Martinengo, ha dichiarato che
in un mercato del lavoro che sta cambiando, tra sfida e opportunità,
con tempi sempre più flessibili : le donne possono giocare un
ruolo attivo e da protagoniste in tutti i settori. Ancora molto però, continua la
Martinengo, rimane da fare per promuovere la presenza femminile nel
mondo del lavoro, partendo dal lavoro autonomo e dalle imprese che
giocano un ruolo importante sul territorio.
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L'indagine è stata effettuata a Milano, su oltre 200 imprese del territorio, milanese nel mese di luglio. Si tratta dunque di una realtà dinamica dal punto di vista lavorativo e dei servizi, con buoni livelli di presenza femminile nel mondo del lavoro. Tuttavia, come comunicato recentemente dall'Ocse, l'Italia risulta essere il Paese con il più basso tasso di occupazione femminile (dopo la Turchia) con più della metà delle donne che non lavora (46,4%), anche a causa della scarsa diffusione dei servizi di conciliazione al lavoro
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