Venerdi, 19 Luglio 2019

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LAVORO NERO: NEGLI ULTIMI CINQUE ANNI PIÙ DEL 61% DELLE AZIENDE È RISULTATA IRREGOLARE


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La UIL (Unione Italiana del Lavoro) ha presentato nei giorni scorsi il secondo rapporto sul lavoro sommerso e irregolare, in cui viene analizzato il contesto in cui questo fenomeno cresce e si sviluppa. L'elaborazione dell'organizzazione sindacale si basa sui dati reali dell'attività di repressione svolta dai lavoratori appartenenti ai servizi ispettivi e dalle forze dell'ordine negli ultimi cinque anni (da gennaio 2006 a ottobre 2010).
Dai dati riportati emerge che il numero complessivo di lavoratori irregolari scovati dal 2006 ad oggi dall'insieme dei corpi ispettivi, Ministero del Lavoro, Inps, Inail ed Enpals è pari a 1,2 milioni. Di questi il 47,2%, ovvero 581360 lavoratori sono completamente in nero, mentre il numero di aziende irregolari sul totale di quelle ispezionate è risultato pari al 61,7% (854732 aziende).
I dati dell'attività ispettiva del Ministero del Lavoro, dei primi dieci mesi del 2010, sembrano smentire una delle credenze più diffuse sul lavoro irregolare, ovvero che sia un fenomeno prevalentemente radicato nel Mezzogiorno. Infatti, quattro su cinque delle Regioni con il più alto tasso di aziende irregolari tra quelle ispezionate, sono del Centro- Nord: Liguria (73,1%), Lombardia (63,9%), Marche (62,9%), Campania (il 59,8%) e Umbria (il 59,4%). Allo stesso modo la più alta percentuale di lavoratori in nero rispetto all'occupazione irregolare è stata riscontrata prevalentemente al Nord. Dopo la Campania, che risulta essere la regione con la più alta percentuale di lavoratori in nero (70,8%), troviamo , infatti, l’Emilia Romagna con il 55%, il Friuli Venezia Giulia con il 46,1%, il Molise con il 44,7% e la Liguria con il 44,2%.
Negli ultimi due anni ( 2008-2010) sono stati adottati oltre 15 mila provvedimenti di sospensione delle aziende per presenza di occupazione in nero in misura uguale o maggiore al 20%. I settori più interessati sono stai l'edilizia con 5471 provvedimenti di sospensione ed i pubblici esercizi con 451 sospensioni. 



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Complessivamente in queste aziende oggetto di sospensione il 54% dei lavoratori erano totalmente in nero, pari a oltre 34mila unità, di cui 4mila lavoratori stranieri privi di permesso di soggiorno (pari all’11,7% dell’occupazione in nero). In valori assoluti il numero più alto di lavoratori in nero è stato riscontrato nei pubblici esercizi (10,2 mila lavoratori) e nell'edilizia (circa 10 mila lavoratori)
Secondo la UIL i dati presentati nel rapporto dimostrano come il lavoro irregolare risulti essere una metastasi del nostro sistema economico e produttivo, figlio del vasto mondo dell'economia sommersa. Oltre ad essere figlio del mondo dell'economia sommersa, prosegue la UIL, il lavoro nero risulta essere quantomeno parente del fenomeno dell'evasione fiscale e previdenziale.

[Via: UilUil ]

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