Venerdi, 6 Dicembre 2019

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LE GIOVANI DONNE SONO PIÙ ISTRUITE E PIÙ SVANTAGGIATE SUL LAVORO DEI MASCHI


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In occasione della giornata internazionale della donna, l'Istat ha diffuso un interessante approfondimento sulla condizione delle giovani donne italiane di età compresa tra i 18 e i 29 anni. Si tratta in generale di 3,855 milioni di donne di cui il 71,4% vive con i genitori (contro l'83,2% dei coetanei maschi), il 13,9% in coppia con figli, il 7,8% in coppia senza figli, il 4% da sola, l'1,5% in nuclei monogenitore e l'1,5% in altri tipi di contesto familiare. Le donne che vivono in coppia sono 891 mila, di cui poco più di una su cinque (il 21%) senza essere coniugata con il partner (175 mila giovani). A livello territoriale al Sud e al Centro è più alta la percentuale di donne giovani che vivono con i genitori, pari rispettivamente al 72% al 76,8%, contro il 65,7% del Nord. A tenere a casa i giovani, sia maschi che femmine, sono soprattutto le difficoltà economiche, in primis costo delle abitazioni e precarietà del lavoro (41,9% del campione), segue per i maschi la consapevolezza di stare comunque bene tra le mura familiari (31,3%), mentre per le donne la permanenza in famiglia permette la continuazione più agevole degli studi (42%).


LE GIOVANI DONNE SONO PIÙ ISTRUITE
A livello generale le donne risultano con un livello di istruzione più alto degli uomini, infatti, nel 2010 il 37,6% delle giovani segue un percorso di istruzione, contro il 30,7% dei maschi. Secondo l'Istat inoltre negli ultimi cinque anni è aumentato il livello di istruzione delle donne rispetto ai coetanei, con il numero delle laureate che è passato dal 10,5% del 2005 al 14,9% del 2010, contro quello degli uomini che nello stesso lasso di tempo è salito dal 6,9% al 9,4%. A livello geografico la percentuale di donne laureate è più elevata nel Nord (16,8%) e nel Centro (16%), più bassa nel Mezzogiorno (12,6%).
La quota di diplomati è per entrambi i generi pari al 56%, mentre è più bassa rispetto ai maschi, la quota di donne che possiede solo la licenza media (29,2% contro 34,8%)


DONNE E LAVORO: UN RAPPORTO PROBLEMATICO
Nonostante un'istruzione maggiore, le donne ancorché giovani risultano globalmente più svantaggiate nel mondo del lavoro. Il tasso di occupazione femminile in questa fascia di età è per le donne, infatti, minore di 13 punti percentuali rispetto a quello dei maschi (35,4%, contro 48,6%). Solo per le laureate il tasso di occupazione è simile a quello dei coetanei (47,7% contro 48,8%), sebbene abbiamo visto come secondo il “XIII Rapporto sulla condizione occupazionale dei laureati” le donne laureate guadagnino in media il 18,4% in meno dei colleghi parigrado uomini.


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Tornando ai tassi occupazionali, la differenza di genere tra diplomati è piuttosto decisamente netta e pari al 50,8% per gli uomini contro il 37,2% delle donne. Sebbene tale differenze si registrino in tutto il territorio nazionale, al Nord le giovani presentano un tasso di occupazione più che doppio rispetto a quelle del Sud (47,2% contro 21,9%), divario che si manifesta anche per le laureate. Oltre ad un minor tasso di occupazione le giovani donne risultano lavorare più frequentemente degli uomini con contratti a tempo determinato (34,8% contro 27,4%). Questa percentuale per le donne risulta in crescita col titolo di studio, passando dal 28,8% tra chi ha un titolo di studio basso al 35,0% delle diplomate, fino al 40,6% delle laureate. Inoltre dall'indagine Istat emerge che la percentuale di donne che lavorano part time è tripla rispetto a quella maschile (31,2% contro 10,4%) e si mantiene elevata anche per le laureate (24,1%). Il fatto grave di questo dato risulta nel fatto che il 64% delle donne dichiara di lavorare part time perchè non ha trovato un lavoro a tempo pieno.
Sul posto di lavoro le donne tendono ad essere sottoutilizzate in maniera superiore ai coetanei maschi. Infatti, le giovani che possiedono un titolo di studio più elevato rispetto al lavoro svolto sono il 34,8% contro il 32,5% dei maschi. Negli ultimi cinque anni la percentuale di donne “sottoutilizzate” è cresciuta di oltre sei punti percentuali (erano il 28,5% del 2005). Quasi una laureata su due risulta sottoutilizzata (il 49,5%).

  [Via: IstatIstat ]


 

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