Recentemente abbiamo visto come secondo uno studio della Camera di Commercio di Monza i nuovi imprenditori si accontentino di guadagnare 1500 euro al mese, oggi vogliamo analizzare più in dettaglio quale è l'identikit dei nuovi imprenditori italiani.
Il destro ce lo offre la consueta analisi di Unioncamere sull'imprenditoria in Italia, che prende spunto dall'apertura di imprese nell'anno appena concluso. Cominciamo col dire che nonostante la locomotiva del Paese sia il Nord, la maggioranza delle nuove imprese sono sorte nel Mezzogiorno. In concreto si registra una quota di nuove iniziative imprenditoriali al Sud e nelle Isole pari al 30,9% e davanti a Nord Ovest (28,6%), Centro (21%) e Nord Est (19,5%).
Nonostante la nascita di una nuova impresa sia spesso fonte di entusiasmo i nuovi imprenditori italiani sono cauti nell'ipotizzare il futuro e la crescita dimensionale del progetto.
Infatti, quasi nove imprese su dieci (l'88,7%) non prevedono la necessità di assumere personale aspettando prima di vedere quali sono i riscontri che il mercato darà alla nuove iniziativa imprenditoriale. Solo le imprese che nascono con più di 10 addetti (la minoranza) prevedono di aumentare il numero degli occupati.
Questa tendenza non è data solo dalla prudenza ma anche dalla “scarsità” delle risorse da investire. I nuovi imprenditori, infatti, fanno affidamento su mezzi propri in 8 casi su 10, appoggiandosi semmai a prestiti di parenti o amici o, in seconda battuta a prestiti bancari. D'altro canto l'investimento iniziale per dare avvio ad una nuova attività non supera i 10 mila euro nel 72,1% dei casi, quota che sale al 75,3% se l'impresa è aperta da giovani. Ovviamente vi sono imprese che “aprono” con un investimento iniziale più cospicuo, ma Unioncamere afferma che solo una nuova attività su cinque prevede un capitale iniziale compreso tra gli 11 e i 30 mila euro. Si tratta soprattutto di imprese attive nei servizi turistici, nel commercio e nei servizi alle persone.
L'imprenditore un "lavoro da uomo". Sembra proprio questa la chiave di lettura dei dati forniti che vedono quasi tre quarti delle nuove imprese aperte da uomini, mentre le donne risultano particolarmente attive nel settore dei servizi alle persone. Ricordiamo però che anche nell'agricoltura e nella pesca e nel settore degli agriturismi la presenza femminile è molto forte, con quasi un'impresa su tre guidata da una donna.
Sul fronte del titolo di studio il 48,9% dei neo imprenditori risulta diplomato, ma aumenta l'incidenza anche di chi ha solo la licenza media, con conseguente riduzione dei neo imprenditori con qualifica professionale e di quelli in possesso di titolo superiore (laurea, master etc).
Infine, Unioncamere
, sottolinea che l'esperienza conta molto nell'apertura di una nuova impresa, tanto che il 55% dei nuovi imprenditori ha maturato esperienze lavorative pregresse, che hanno dato un forte contributo nella scelta di fare il grande salto e passare al di là della barricata.RISORSE:
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CREDIT
Victor1558
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