Venerdi, 16 Novembre 2018

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L'Indennità di Mobilita: Quanto Spetta, per Quanto Tempo e Quando il Pagamento si Interrompe


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Nel nostro precedente articolo abbiamo introdotto il tema della mobilità, come ammortizzatore sociale, spiegando come possono le aziende in crisi accedervi e quali requisiti i lavoratori di queste imprese devono avere per poter riscuotere l'indennità di mobilità. Oggi vogliamo approfondire questo ultimo tema, spiegando quanto spetta ai lavoratori in mobilità, per quanto tempo e in che situazioni si interrompe il pagamento dell'indennità.


QUANTO SPETTA E PER QUANTO TEMPO
L'indennità di mobilità spetta nella misura dell'80% della retribuzione teorica lorda spettante, che comprende le sole voci fisse che compongono la busta paga.  Per i primi dodici mesi è pari al 100% della Cigs, mentre dal 13° mese è pari all'80% dell'importo lordo corrisposto nel primo anno. Così come accade per la Cassa integrazione, dall’importo dell’indennità di mobilità spettante per i primi 12 mesi va detratta una aliquota contributiva del 5.84%.
La durata dell'indennità varia in funzione dell'età del lavoratore secondo il seguente schema:
  • fino al compimento del 39° anno di età del lavoratore, l’indennità spetta per un massimo di 12 mesi (24 mesi nel caso l'azienda sia nel Mezzogiorno)
  • da 40 a 49 anni di età, il periodo di godimento dell’indennità è elevato a 24 mesi (36 mesi nel caso l'azienda sia nel Mezzogiorno)
  • oltre i 50 anni di età, la durata sale a 36 mesi. (48 mesi nel caso l'azienda sia nel Mezzogiorno)

La durata della prestazione, comunque, non può superare l’anzianità maturata dal lavoratore nell’azienda che lo ha collocato in mobilità


QUANDO TERMINA IL PAGAMENTO DELL'INDENNITÀ DI MOBILITÀ
Il pagamento si interrompe quando il lavoratore viene cancellato dalle liste di mobilità e ciò avviene in caso di:

  • rifiuto di frequentare un corso di formazione professionale autorizzato dalla Regione o frequenza irregolare
  • mancata accettazione di un lavoro equivalente a quello precedente con una retribuzione ridotta al massimo del 10%


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  • rifiuto di essere impiegato in opere e servizi di pubblica utilità;
  • mancata comunicazione all’Inps, entro 5 giorni dall’assunzione, di aver iniziato un’attività di lavoro dipendente. Si ricorda in proposito che il lavoratore in mobilità può, senza perdere il diritto di iscrizione alla lista, svolgere un’attività part time o a tempo determinato, ma ciò ovviamente comporta la sospensione dell’indennità
  • mancata risposta alle convocazioni del centro per l’impiego.

Il lavoratore non viene cancellato dalle liste nel caso in cui le attività lavorative o di formazione offerte si svolgono in un luogo distante più di 50 chilometri o non raggiungibile in 60 minuti con i mezzi pubblici, dalla residenza del lavoratore.
La cancellazione dalle liste avviene anche in caso di assunzione a tempo indeterminato, riscossione dell’indennità in un’unica soluzione, raggiungimento del diritto alla pensione di vecchiaia o di anzianità, oppure nel caso il lavoratore diventi titolare di pensione di inabilità o di assegno ordinario di invalidità senza aver optato per l’indennità di mobilità.

 

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