Lunedi, 17 Febbraio 2020

Back Lavoro L'Italia È Quarta Al Mondo per Numero Medio Di Ore Annue Lavorate

L'Italia È Quarta Al Mondo per Numero Medio Di Ore Annue Lavorate


occupazione, lavoratori, ore lavorate

Nonostante in Italia esista un forte problema occupazione, che coinvolge soprattutto giovani e donne, una recente ricerca realizzata da Regus ha dimostrato che gli italiani lavorano molto,  spesso anche oltre gli orari di lavoro. Nello specifico il 45% degli italiani lavorerebbe tra le 9 e le 11 ore al giorno e il 51% si porterebbe pure il lavoro a casa. Un'ulteriore conferma del fatto che gli Italiani non sono certo pigri sul lavoro, come spesso invece veniamo dipinti, dai media (Specie quelli esteri), o anche al cinema è arrivata dall'Ufficio statistico del Dipartimento del lavoro americano. Stando, infatti, ai dati riportati da Ritholtz.comRitholtz.com, nello scorso anno il numero medio delle ore annue lavorate in Italia è il quarto al mondo, con 1778 ore, dietro solo a Repubblica Ceca (1.907 ore), Corea (2.352) e Singapore (2.409).

Dietro di noi si piazza il Giappone con 1.752 ore annue, gli Usa con 1.741 ore e tutti gli altri Paesi europei analizzati (Repubblica Ceca esclusa) con la Germania al 19° posto con 1.419 ore annue (ben 359 meno dei “pigri italiani”). Il primo Paese europeo in classifica dopo l'Italia è la Finlandia al nono posto con 1.690 ore, seguito dall'Irlanda 1.664 ore e dal Regno unito con 1.647 ore lavorate all'anno. 
Analizzando il dati nel corso del tempo si scopre che le ore annue lavorate dagli italiani sono diminuite costantemente dagli anni '90, quando erano pari a 1.867 fino al 2009, quando si è raggiunto le 1.772 ore lavorate.

A livello generale si ritrova un andamento simile in tutti i Paesi, con l'eccezione della Danimarca, a partire dal 1995. Nell'ultimo anno però le ore lavorate sono cresciute in tutti i Paesi con l'eccezione della Corea (da 2.393 a 2.352), Australia ( da 1.711 a 1.707) e Francia (da 1.444 a 1.439). Nell'ultimo la crescita maggiore delle ore lavorate si è registrata in Irlanda (+7,4%), In Olanda (+2,14%) e in Germania (+2,08%).
Questi dati del Bureau of Labor Statistics vanno intesi come dati macro, ottenuti semplicemente dividendo il numero di ore lavorate in un'economia per il numero di persone occupate, per cui, possono non essere accurati e, soprattutto non tengono conto di concetti quali la produttività per lavoratore e delle politiche dei Paesi messe in atto per agevolare l'occupazione.
Ciò significa che probabilmente la Germania pur lavorando di meno in totale riesce ad avere un'economia più forte in quanto ha un maggiore tasso di produttività ad esempio rispetto al nostro paese, che le permette di spremere meno gli occupati. In più va considerato che la distribuzione del lavoro in Paesi come la Germania, la Francia o il Regno Unito è più equilibrata rispetto all'Italia, dove soffriamo di una forte differenza economico-occupazionale tra il Nord e il Sud del Paese e di uno scarsa partecipazione al mondo del lavoro da parte di giovani e donne.
 
InfoJobs - 468x60_IJIT_blue

RISORSE:

Importo  € Durata mesi
Finalità Anno di nascita  
PrestitiOnlinePrestitiOnline è un servizio di CreditOnline Mediazione Creditizia S.p.A.
P. IVA 06380791001 - Iscrizione Albo Mediatori Creditizi presso Banca d’Italia n°631




blog comments powered by Disqusblog comments powered by Disqus
  • Ultime Lavoro

  • Fisco e Tasse

  • Scuola ed Istruzione

  • Politica e Società

Alimentari

alimentari

Energia

energia

Green Economy

greeneconomy

Case ed Immobili 

immobili

Risparmio

moneybox
Facebook
Twitter
Rss
FriendFeed