Martedi, 12 Novembre 2019

Back Lavoro Neet: 2,2 Milioni di Giovani, il 23,4% Degli Under 30 Non Studia Né Lavora

Neet: 2,2 Milioni di Giovani, il 23,4% Degli Under 30 Non Studia Né Lavora


Neet, studio, lavoro

Nei giorni scorsi abbiamo visto grazie ad un elaborazione di Confartigianato che i giovani inattivi in Italia di età compresa tra i 25 e i 34 anni sono circa il 25,9%, a fronte di una media Ue del 15,7%. Il tema è stato affrontato nei giorni scorsi dalla Banca d'Italia nel rapporto sulle economie regionalirapporto sulle economie regionali, dove è emerso che i giovani inattivi tra i 15 e i 29 anni che non studiano né lavorano (i cosiddetti NEET) sono 2,2 milioni, pari al 23,4% degli under 30. Questo dato è cresciuto drammaticamente negli ultimi cinque anni.

Infatti, nel periodo 2005-2008 i Neet erano intorno al 20% dei giovani, poi, come confermato dall'Istat, nel 2009 il dato è cresciuto al 21,2%, per giungere poi alla cifra record registrata dalla Banca d'Italia nel 2010 (23,4%). L'aumento di questi giovani che non studiano né lavorano è stato più marcato nel Nord e al Centro e meno pronunciato nel Mezzogiorno, questo in termini percentuali, visto che al Sud, già prima della crisi il tasso dei Neet era già prossimo al 30%. A livello di genere l'incidenza dei Neet è maggiore tra le donne,dove il tasso è del 26%, rispetto agli uomini (20%), anche se, spiega la Banca d'Italia, la crisi ha in parte ridotto questo divario, soprattutto al Sud.

Il rapporto maggiore disoccupazione giovanile – aumento dei Neet non è così lineare, visto che nel Nel 2008 il 30,8% dei Neet cercava un’occupazione (il 25,3 per cento tra le donne); tale quota ha raggiunto il 33,8 per cento nel 2010. Inoltre nel Nord Ovest e al Centro quasi il 40% dei giovani che non studiavano e non lavoravano era alla ricerca di un’occupazione, il 38% al Nord-Est, mentre nel Mezzogiorno dove la partecipazione al mercato del lavora è inferiore la quota non raggiungeva nemmeno il 30 per cento.
Analizzando il rapporto tra Neet e livello di istruzione si scopre nel 2010, la media di coloro che non studiano né lavorano era pari al 24,8% tra i giovani non diplomati, contro il 21,9% di quelli con il diploma. Perciò ci sono più Neet tra i non diplomati ma i tassi di incidenza non sono così lontani. Se si analizza la fascia di età fino a 35 anni, si scopre che la quota di Neet tra i laureati è del 20,5% a livello nazionale, nelle regioni del Nord scende a meno del 15% mentre nel Mezzogiorno sale a oltre il 30%.
Vi è poi un fattore “ambientale” che caratterizza il fenomeno, infatti, secondo il rapporto della Banca d'Italia la quota di Neet che vive in una famiglia nella quale nessuno dei componenti lavora supera il 25%. Un dato molto significativo che negli ultimi tre anni di crisi è aumentato del 3%, con aumenti percentuali maggiori al Centro e nel Nord-Est.
La crisi è intervenuta anche sul periodo di durata di un giovane nella condizione di Neet, infatti tra il 2007 e il 2008, quasi un terzo dei giovani Neet (il 32%) usciva da tale condizione nei 12 mesi successivi. Già nell'anno successivo la quota di chi riusciva ad uscire dalla condizione di Neet entro un anno è diminuita al 28,8%. Anche in questo caso la probabilità di uscita dalla condizione di Neet è calata di più nel Nord- Est e nel centro, aree che prima della crisi presentavano i tassi più alti di uscita.
 
InfoJobs - 468x60_IJIT_blue
RISORSE:

 

 CREDIT
Dbl90Dbl90 by flickr


blog comments powered by Disqusblog comments powered by Disqus
  • Ultime Lavoro

  • Fisco e Tasse

  • Scuola ed Istruzione

  • Politica e Società

Alimentari

alimentari

Energia

energia

Green Economy

greeneconomy

Case ed Immobili 

immobili

Risparmio

moneybox
Facebook
Twitter
Rss
FriendFeed