Mercoledi, 13 Novembre 2019

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Neet: Italia Al Secondo Posto in Europa per Numero di Giovani Che Non Studiano e Non Lavorano


neet, giovani, occupazione giovanile

Tanti giovani a spasso, troppi. E’ questa la situazione fotografata da oltre un centinaio di statistiche Istat fresche di pubblicazione (e in particolare dal rapporto Noi Italia).
La loro categoria ha un nome: Neet (not in education, employment or training). Raggruppa tutti quei giovani dai 15 ai 29 anni che non studiano, non lavorano, non si formano. Sono, insomma, i giovani ‘inattivi’.
In Italia il tasso dei ‘neet’ ha raggiunto il 22,1% e comprende circa 2 milioni di italiani, in crescita di un punto percentuale rispetto a quanto rilevato dalla stessa Istat nel 2009. Ricordiamo invece che secondo la Banca d'Italia è addirittura il 23,4% degli under 30 non studia né lavora. In ogni caso peggio di noi in Europa c’è solo la Bulgaria, prima in questo triste podio con il 23,6%

Molto meglio di noi le economie che trainano l’Eurozona come Francia (14%) e la Germania (11%). Ma va meglio persino in Portogallo (12,5%) e Spagna (20%), Paesi che versano in uno stato peggiore del nostro in quanto a disoccupazione e bilancio.
A leggere la classifica dei Neet regione per regione sembra di percorrere lo stivale. Più si scende più i giovani a spasso aumentano. Si passa dal 16,5% del Piemonte (poco sotto Valle d’Aosta e Lombardia) al 30% e rotti di Campania, Sicilia e Calabria (rispettivamente 34% 33% e 31%). Tra i paesi del meridione, le uniche virtuose sotto la media sono il Molise (20,1%) e l'Abruzzo (19%) che però geograficamente fa parte del centro Italia.

I dati sui giovani inattivi sono l’ultimo tassello di un quadro che mostra un panorama giovanile seriamente compromesso. La disoccupazione giovanile, in Italia, ha raggiunto percentuali da emergenza sociale, sfiorando la soglia del 30% (peggio di noi c’è la Spagna con il 40%).
A fare più paura della disoccupazione è la disoccupazione di lungo periodo, che colpisce il 48,5% dei senza lavoro. La quota di chi rimane senza un occupazione per oltre un anno è inoltre aumentata di quattro punti percentuali dal 2008 al 2011.
Nemmeno sul fronte formazione c’è di che sorridere. Nella fascia 30-34 anni solo un quinto degli italiani è laureato (il 19,8%). Nell’Unione Europa, invece, circa il terzo (33,6%).
Non è da sottovalutare nemmeno il capitolo sommerso. Nel Bel Paese, i lavoratori in nero rappresentano il 12,3% del totale, nel Sud si sfiora il 20% e nei pubblici servizi come bar e alberghi si tocca il 57%. Notevole anche la quota di Pil ‘sottratta’, dall'economia sommersa che si attesta intorno al 17%.
 
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