Lunedi, 17 Febbraio 2020

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Nuovi Limiti ai Risarcimenti Per Chi Passa Dal Contratto a Tempo Indeterminato a Quello a Termine


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I lavoratori che subiranno il passaggio da un contratto a tempo indeterminato ad un contratto a termine e procederanno con la messa in mora del proprio datore di lavoro otterranno, da oggi, dei risarcimenti più contenuti.
È quanto ha stabilito la Corte di Cassazione relativamente alle norme del collegato lavoro, ovvero la legge 183/2010, attraverso la sentenza 6663 del 2011.
Il nuovo provvedimento prevede che nel caso in cui avvenga un passaggio da contratto a tempo indeterminato a contratto a termine, il lavoratore abbia diritto ad un’indennità non inferiore alle 2,5 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto. Senza in alcun modo poter superare le 12 mensilità della retribuzione in questione.
In precedenza, come detto, la posizione del lavoratore nel caso di passaggio da contratto a tempo indeterminato a contratto a termine era più forte, dal momento che la giurisprudenza prevedeva un trattamento economico migliore. Al verificarsi di questa eventualità, infatti, al lavoratore era riconosciuta un’indennità proporzionata a tutte le retribuzioni che avrebbe conseguito dalla fine del contratto fino alla sentenza. La legge prevedeva inoltre che la data di decorrenza del risarcimento fosse fissata nel momento in cui il lavoratore aveva messo in mora il datore di lavoro ed alla somma stessa del risarcimento dovevano essere detratti i redditi conseguiti nel frattempo dal soggetto interessato, dunque presso altri datori di lavoro.
Considerando i tempi piuttosto lenti della giustizia, non di rado i lavoratori che hanno effettuato la messa in mora del proprio datore di lavoro sono riusciti ad ottenere dei risarcimenti fino anche a due o tre anni di retribuzione.


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Ciò non sarà più possibile, come detto, con il nuovo provvedimento.
Va inoltre sottolineato che la legge 183/2010 prevede l’applicabilità della nuova regola anche a tutti i giudizi in corso, di conseguenza per tutti i lavoratori che sono ancora in attesa della sentenza il risarcimento sarà calcolato sulla base della nuova normativa.
Ad essere esclusi dalla nuova normativa saranno invece tutti i ricorsi presentati quando ancora non era stato approvato il collegato lavoro, a condizione che non contestino la quantificazione economica della sentenza di merito.
Il nuovo intervento legislativo prevede dunque dei trattamenti economici meno vantaggiosi per i lavoratori che mettono in mora il loro datore di lavoro per il passaggio da un contratto a tempo indeterminato ad un contratto a termine. Per contro si potranno però anche evitare le speculazioni, da parte degli stessi lavoratori, sulla lentezza dei processi al fine di ottenere risarcimenti importanti.

 

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