Uno dei fenomeni lavorativi più
critici nel nostro paese ,per quanto riguarda il lavoro, è sicuramente
l'occupazione femminile. I dati
rivelano che l'Italia è uno dei Paesi Ocse con il più basso
tasso di occupazione femminile, che, pur crescendo negli anni ( nel
1970 era al 45%) si attesta oggi solamente al 62%. A peggiorare le
cose intervengono i dati medi sulla retribuzione, da dove emerge che
le donne guadagnano il 20% in meno degli uomini, che, come se non
bastasse, hanno 80 minuti in più' per lo svago. Diverse possono
essere le ragioni di questi dati, a partire forse da una mentalità
troppo radicata sul concetto tradizionale (nel senso popolare e
conservatore del termine) della famiglia, che vede la donna come
elemento essenziale per la cura della casa e dei figli. Certo è che
il mondo del lavoro sia come mentalità di fondo che come mezzi
pratici non agevola l'occupazione femminile. Un secondo spunto di
analisi passa per forza di cose dall'indagine di cosa può mancare per
favorire un'integrazione migliore della donna nel mondo del lavoro.
Uno spunto di discussione interessante ci viene offerto da
un'indagine di Altroconsumo
sugli asili nido, dove emerge che tre mamme su dieci hanno
problemi al lavoro dopo la maternità.
Troppi pochi posti nei nido e
troppo cari , questo in sintesi il risultato dell'indagine. Delle
circa duemila mamme intervistate (con bambini da 1 a 3 anni) sul
servizio offerto dai nidi pubblici e privati, il 33% delle mamme che
non hanno mandato il figlio al nido, avrebbe voluto farlo, l'8%
afferma di non aver trovato posto e il 19% ammette di non averci
provato perché sapeva che il nido sarebbe costato troppo.
L'indagine di Altroconsumo prosegue con l'analisi del peso dei costi
degli asili nido sul bilancio famigliare, da cui si evince che il 44%
delle mamme interpellate sostiene che i costi del nido incidano
parecchio sul bilancio. Una percentuale che sale al 53% quando si
considerano le mamme dell'inchiesta che hanno dovuto ripiegare
sull'asilo privato perché non hanno trovato posto in quello
pubblico. L'analisi si conclude ricordando che è possibile detrarre
il 19% dall'Irpef per le spese dellasilo nido di ogni figlio,per
un importo massimo di 632 euro all'anno. Una Cifra quindi intorno al
massimo a 120,08 euro all'anno (il 19% di 632 euro) a fronte di una
spesa unitaria media di circa 3.000 euro per quanto riguarda gli
asili nido pubblici. Decisamente troppo poco,soprattutto se si
raffronta il dato alla Francia dove le famiglie hanno un credito di
imposta fino al 50% sulle spese per l'accudimento dei minori di 7
anni (massimo di spesa: 2.300 euro).
dove Daniela Del Boca e Alessandro Rosina, analizzano il tasso di
natalità italiano in relazione al grado di occupazione femminile. Da questa
analisi emerge che esiste una correlazione positiva per quanto
riguarda il tasso di occupazione femminile, il tasso di natalità e
la quantità (e qualità) dei servizi di conciliazione tra lavoro e
famiglia. Nello specifico la forbice a livello italiano è
rappresentata dalla Campania e dall'Emilia Romagna. La Campania (una
regione storicamente ad alto tasso di natalità) fa segnare un
numero di figli per donna pari a 1,42, a fronte di un tasso di
occupazione femminile del 27,3%, mentre il numero di posti nido
offerti è intorno al 6% . In più solo nel 7,8% dei comuni sono
previsti servizi per l'infanzia. L'Emilia Romagna dall'altra parte,
pur non essendo tradizionalmente una regione ad alto tasso di
natalità, fa registrare una media di 1,48 figli per donna, un tasso
di occupazione femminile tra i più alti d'Italia con 62,1% e risulta
avere un numero di posti nido pari al 33%, mentre quasi l'80% dei
comuni prevede servizi per l'infanzia. I dati espressi da Altroconsumo e da
Lavoce.info convergono e devono far riflettere, se l'Italia non vuole
rimanere la maglia nera d'Europa per quanto riguarda l'occupazione
femminile, deve quantomeno (e quantoprima) predisporre delle
politiche sociali a favore dei servizi per l'infanzia e a sostegno
delle famiglie. Insomma più strutture e a costi più abbordabili
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Occupazione Femminile: Servono Più Servizi Per L'infanzia E Asili Nido Meno Cari | Lavoro | -
Occupazione Femminile: Servono Più Servizi Per L'infanzia E Asili Nido Meno Cari | Lavoro |
CREDIT
Si ringrazia l'utente greekadman
di flickr per l'immagine
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