Venerdi, 15 Novembre 2019

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Occupazione Giovanile: le Differenze tra Italiani e Stranieri


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Il basso tasso di occupazione giovanile in Italia è un problema serio a cui va posta soluzione in tempi rapidi se il Paese vuole pensare di poter tornare a crescere in maniera concreta sia dal punto di vista economico che sociale. Abbiamo visto che non si tratta di un problema di scarsa duttilità al mercato del lavoro, visto che più di 7 giovani su 10 sono disposti a spostarsi in tutta Italia per trovare lavoro, al massimo si può dire che è il mercato del lavoro a non saper accogliere i giovani e che i giovani spesso non mostrano un livello di formazione adeguato per entrare nel mercato del lavoro. Da questo punto di vista, però, emergono grosse differenze tra i giovani italiani e i giovani stranieri, nella fascia di età 15-30 anni, messe in luce da uno studio della Fondazione Leone Moressa.

I giovani stranieri risultano meno toccati dal tema della precarietà e sono molto più attivi nel mercato del lavoro, anche per il fatto che molti di loro non sono studenti a differenza degli italiani. Ciò si traduce in livelli di occupazione giovanile più elevati e a tassi di disoccupazione inferiori rispetto ai coetanei italiani. In concreto si contano circa 455 mila giovani occupati stranieri, il 14,2% di tutti gli occupati, mentre i giovani disoccupati sono poco meno di 100 mila, pari all'11,8% di tutti i disoccupati nella fascia di età 15-30.
Inoltre gli stranieri disoccupati tendono a trovare lavoro in tempi più rapidi rispetto agli italiani con un periodo di disoccupazione poco superiore all'anno, contro l'anno e mezzo dei giovani italiani.
Un altro aspetto positivo dei giovani stranieri che lavorano in Italia riguarda le tipologie contrattuali con i quali sono inquadrati. Infatti “solo” il 26,6% degli stranieri ha un lavoro atipico a tempo determinato o con contratto di collaborazione) contro il 33,4% dei giovani italiani. In più tra i lavoratori dipendenti stranieri si registra una quota di contratti a tempo indeterminato maggiore rispetto a quella degli italiani (72% contro 64,8%).

Il rovescio della medaglia è che i giovani stranieri hanno un livello di scolarizzazione medio basso ( il 48,3% non supera la licenza media) e ricoprono professioni di più bassa qualifica rispetto ai coetanei italiani. Infatti solo il 7,5% degli occupati stranieri ricopre ruoli dall'alta qualifica professionale, contro una percentuale del 42,3% dei giovani italiani.
L'83.2% dei lavoratori dipendenti stranieri svolge professioni operaie (contro il 42,3% degli italiani), mentre appena il 10,2% di stranieri è impiegato (contro il 49% degli italiani).
Ciò si traduce anche in una retribuzione inferiore rispetto agli italiani di circa70 euro al mese. Nello specifico un giovane dipendente straniero, secondo le elaborazioni della FondazioneFondazione riceve un salario netto di 939 euro netti, contro i 1009 euro percepiti da un dipendente italiano.
Infine per quanto riguarda i settori di attività, i giovani stranieri come quelli italiani si concentrano soprattutto nel settore dei servizi e dell'industria, ma a fare la differenza sono il settore delle costruzioni dove un quarto degli addetti è straniero e l'agricoltura dove si registrano percentuali simili.
 
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