Sabato, 25 Maggio 2013

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Occupazione Giovanile: Occorre Creare Posti di Lavoro Dignitosi


occupazione giovanile, lavoro dignitoso, precari

Il tema dell'occupazione giovanile è talmente complesso che non si può ridurre all'analisi di semplici numeri quali quelli forniti dai vari istituti di statistica o di ricerca. Soprattutto in un Paese come l'Italia, gerontocratico per tradizione e da sempre poco avvezzo a credere nei propri giovani, il concetto di occupazione giovanile deve essere ripensato e affiancato a quello di “lavoro dignitoso”.
Infatti è impossibile pensare di uscire dalla crisi o comunque di tornare a crescere ed essere di nuovo un Paese leader dell'economia se il segmento più vitale della forza lavoro, i giovani appunto, sono quelli che incontro più difficoltà ad entrare nel mercato del lavoro.
Su questi temi si è discusso nel seminario "Giovani e mercato del lavoro: policies europee ed internazionali a confrontoGiovani e mercato del lavoro: policies europee ed internazionali a confronto", organizzato dal Cnel e curato dalla Commissione speciale ex art. 16 della Legge n. 936/1986 (III).

L'analisi puntuale del mercato del lavoro italiano dimostra che non esiste sincronia tra la preparazione /formazione dei giovani verso il lavoro e nemmeno il mercato del lavoro si dimostra pronto ad accogliere i giovani. Ciò comporta oltre ad un tasso di disoccupazione giovanile intorno al 30%, che al Sud prende le sembianze di una vera piaga sociale, anche il problema degli scoraggiati, dei Neet, della sottoccupazione e della totale precarietà. Un problema quest'ultimo che purtroppo non riguarda solamente i giovani, visto che attualmente, almeno nelle grandi imprese, più di 7 assunzioni su 10 sono a tempo determinato.
Tornando al mancato allineamento tra domanda e offerta di lavoro per quanto riguarda i giovani, ciò può comportare, secondo quanto emerso al seminario, effetti negativi per il resto della vita lavorativa (e non) dei giovani e per il Paese intero. Infatti, tale spreco di risorse può rappresentare un alto costo per l'economia, cosa che assolutamente non possiamo permetterci, soprattutto ora, ma che può anche minacciare la stabilità della società. La creazione di posti di lavoro per i giovani è infatti il presupposto per rendere più forte l'economia, più giusta la società e più solida la democrazia.

In questo scenario si inserisce il concetto di lavoro dignitoso, che va oltre la semplice creazione di posti di lavoro intesi come mezzi di sussistenza, in quanto deve rappresentare un lavoro produttivo, nel quale siano rispettati i diritti, che produce un reddito adeguato e che comporti meccanismi di protezione sociale. Insomma qualcosa che attualmente si può definire un sogno nel mercato del lavoro italiano, ma che secondo il Cnel deve diventare realtà di modo da permettere ai giovani di realizzare nel modo migliore possibile le proprie aspirazioni, migliorando la condizione di vita e contribuendo attivamente alla società.


ALCUNE PROPOSTE
Posto che il problema della bassa occupazione giovanile non è solo italiano, bensì globale, l'ILO (International Labour Office ) propone alcune soluzioni che portino all'aumento dei posti di lavoro per i giovani e che questi posti siano il più possibile dignitosi, secondo quanto appena espresso.
Tra queste vi è la creazione di partnership nazionali e locali da sviluppare in accordo con le parti sociali e l'adozione di misure idonee per rendere più competitive le imprese, Entrambi i progetti dovrebbero favorire il potenziale di creazione di posti di lavoro di qualità.
Inoltre è necessario fare in modo che anche le forme di occupazione giovanile di tipo precario godano di una forma adeguata di protezione sociale, che permetta ai giovani di non scoraggiarsi di fronte all'ipotesi di lavoro saltuario (e ai conseguenti periodi di disoccupazione) e che non determini  la loro esclusione dalla società.
É infine necessario avvicinare quanto più possibile formazione al mercato del lavoro, favorendo una maggiore collaborazione e integrazione tra le istituzioni educative e le imprese.

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