Nei giorni scorsi abbiamo affrontato il tema dei ritardi nei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione, sottolineando che in media questi raggiungono un numero di giorni di ritardo praticamente doppio rispetto a quello fra privati. Oggi torniamo sull'argomento per presentare i dati dello studio Pagamenti CRIBIS D&B, che analizza come variano nel tempo le abitudini di pagamento delle imprese europee nei confronti dei propri fornitori.
In generale il rapporto evidenzia che la crisi economica ha modificato il modo di fare business con le imprese che sono diventate più attente nello stipulare accordi commerciali, anche in ragione delle possibilità di pagamento della controparte.
Tuttavia, anche un'adeguata opera di conoscenza può non essere sufficiente dall'evitare spiacevoli sorprese sul fronte dei pagamenti o dei ritardi nei pagamenti. Lo Studio che ha analizzato non solo le imprese italiane, ma anche lo scenario europeo ha messo in luce che in molti Paesi come Regno Unito, Spagna, Portogallo, Polonia e Italia si è assistito ad una costante e generale riduzione dei pagamenti alla scadenza. La media europea (aggiornata al 31 dicembre 2010) di imprese che sono risultate puntuali nei pagamenti è stata del 40,4%, mentre la percentuale di quelle che hanno pagato con un ritardo fino ad un mese è stata di poco inferiore al 51%.
In fatto di puntualità, i settori merceologici più virtuosi sono quelli dell'agricoltura (43,4%), seguito da quello dei servizi finanziari (42,4%) e dall'industria estrattiva (40,1%). Male, invece, commercio all’ingrosso e industria e produzione (34% circa per entrambi).
Sul fronte della dimensione aziendale le più puntuali si confermano le piccole imprese con una percentuale di transazioni saldate entro i termini superiore al 42%, male invece i risultati di medie e grandi realtà dove il pagamento regolare è fortemente ridotto (19,8% per le prime e solo 9,7% per le seconde).
Per quanto riguarda il ritardo più grave, quello oltre i 90 giorni medi, esso si registra nel 2,9% delle imprese Europee, in calo di una percentuale analoga rispetto all'anno precedente e raggiungendo così il valore più contenuto degli ultimi anni. I più ritardatari, per una volta non siamo noi ma la Spagna dove il 10,7% delle imprese accumula un ritardo medio nei pagamenti dei fornitori di 90 giorni. Segue il Portogallo con una percentuale del 10,5% e la Polonia con il 9,8%. Dall'altra parte i migliori tra i peggiori della classe risultano essere Francia e Belgio, dove rispettivamente solo l’1,4% e l’1,6% delle imprese che regolano le transazioni commerciali con un ritardo superiore ai 90 giorni rispetto ai termini pattuiti. L'Italia in questo caso è dalla parte dei “bravi” visto che da anni mostra percentuali inferiori alla media europea.
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miguelb
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