Come abbiamo visto la crisi economica
ha prodotto diversi cambiamenti nelle abitudini di acquisto dei
consumatori italiani e ha notevolmente abbassato la capacità di
risparmio dei cittadini . L'Osservatorio Codici ha approfondito un
aspetto relativo agli effetti della crisi sui consumi alimentari
durante la Pausa Pranzo. Secondo l'associazione l'impoverimento
delle famiglie ha portato ad aumentare il consumo di pranzi al sacco,
ovvero cucinati da casa. Nel tempo si è passati da un pranzo
completo al piatto unico, (o in alternativa panini e tramezzini)
acquistati al cibo portato da casa. Il 43% dei cittadini intervistati
da Codici ha dichiarato di preferire il pranzo al sacco
sostanzialmente per due motivi: il maggior risparmio e il mangiar
sano. L'indagine ha riguardato circa 1000 famiglie composte in media
da tre persone, delle città di Roma, Milano, Bologna, Napoli e Bari.
Dai risultati raccolti è anche emerso che una pausa pranzo composta
da primo, contorno e una bibita costa in media dagli 8 ai 12 euro,
contro una media di 6-12 euro registrata nel 2008. Per cui è
aumentato il valore minimo mentre il valore massimo è rimasto
sostanzialmente costante, a fronte però di una diminuzione
del reddito disponibile delle famiglie, registrato dall'Istat nel
2009 del 2,6%.
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Di qui l'esigenza di risparmiare e l'aumento di coloro che prediligono il take away direttamente da casa. Del resto le difficoltà delle famiglie emergono da più fronti come il rapporto sulla povertà delle famiglie presentato recentemente dalla Caritas , dal quale emerge che la linea della povertà relativa si è abbassata, passando da 999,67 euro del 2008 a 983,01 euro del 2009 per un nucleo di due persone. Aumentano perciò le difficoltà delle famiglie e il numero di poveri in Italia che risultano essere per la Caritas, 8,37 milioni ovvero circa il 3,7% in più di quanto sostenuto dall'Istat (7,81 milioni).
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