Lunedi, 20 Gennaio 2020

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RAPPORTO SVIMEZ: DAL 2000 AD OGGI IL MEZZOGIORNO È CRESCIUTO LA METÀ DEL CENTRO NORD


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Rapporto Svimez: dal 2000 ad Oggi il Mezzogiorno è Cresciuto la Metà del Centro Nord | Crescita Economica | Sud Italia|

É stato presentato ieri il rapporto 2010 sull'economia del mezzogiorno di Svimez, che ha tracciato un'immagine dell'andamento economico finanziario e occupazionale del Sud Italia. Il quadro che ne esce purtroppo non è molto edificante. Secondo la Svimez nel periodo che va dal 2000 al 2008 il Mezzogiorno è cresciuto la metà del Centro Nord. Stando ai dati rilevati dal Dopoguerra non si era mai verificata una così lunga interruzione del processo di crescita tra le due aree. La forte contrapposizione tra Nord e Sud rischia di allargare il divario e ostacolare la ripresa economica dell'intera economia nazionale. Per queste ragioni la Svimez propone la nascita di un “Progetto Paese” per valorizzare le aree deboli, con politiche più efficienti che sottolineino il concetto di Mezzogiorno come “frontiera” verso il Mediterraneo. Tornando ai dati, la Svimez sottolinea come nel 2009 il Pil abbia registrato nel Mezzogiorno una riduzione del 4,5%, un valore molto più negativo del 2008 e leggermente inferiore al dato del Centro Nord (-5,2%). Rispetto agli altri periodi di crisi (1992-93, con l’uscita della lira dallo Sme; 2002- 2004, con il crollo della new economy) la crisi del biennio 2008-2009 è l'unica il cui il Pil si è contratto per due anni consecutivi. Un dato sconcertante è che nel 2009 il prodotto del Mezzogiorno risulta ancora inferiore dello 0,3%, rispetto al livello del 2000. Il Pil per abitante risulta nel Mezzogiorno al 2009, pari a circa il 58,8% di quello rilevato nel centro-Nord, 17317 euro contro 29449 euro, pur con un leggero recupero rispetto al 2008 dove si assestava al 58,2%. Rispetto al 2000 il divario per quanto riguarda il Pil pro capite si è ridotto di circa due punti percentuali, dovuto però, sottolinea la Svimez, alla riduzione relativa della popolazione.


ANALISI ECONOMICA DEI SETTORI PRODUTTIVI
Per quanto riguarda l'agricoltura la Svimez rileva come nel 2009 siano continuati i processi di ristrutturazione del settore con la chiusura di piccole aziende e la diminuzione di 17600 lavoratori, soprattutto tra gli autonomi. Dal 2001 al 2009 il Sud agricolo ha perso ben 115mila posto di lavoro.
L'industria ha fatto registrare una grande contrazione a livello nazionale, sebbene l'intensità della crisi si sia fatta sentire in modo maggiore al Sud con un crollo del valore aggiunto industriale, nel 2009, del 15,6%, a fronte di un -15,2% nazionale. Male soprattutto il manifatturiero, che è arrivato nel 2009 a -16,6%.
Sul fronte export nel 2009 il manifatturiero del Sud ha perso il 29% contro il 20% del centro-nord. Anche l'edilizia ha subito gravi perdite a causa della crisi. Rispetto al 2008 il Sud ha registrato un crollo del valore aggiunto del 9,4% degli investimenti, dell'8.5% e del 3,8% per quanto riguarda l'occupazione (23mila posti di lavoro). Scomponendo il dato sull'occupazione la Svimez registra come vi sia stata una diminuzione dell'occupazione dipendente pari a 28.500 unità, parzialmente compensata da 5600 nuove unità autonome.


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Le misure varate dal Governo a sostegno delle spese di manutenzione hanno contribuito a far emergere quote di sommerso, che però restano alte. Come abbiamo avuto modo di analizzare anche dai dati Istat la maggior parte di lavoro sommerso è registrata al sud, secondo la Svimez delle 180mila unità totali “in nero”, oltre 110 mila ( il 63%,) sono al Sud.
Per quanto riguarda il settore dei servizi e del terziario, si registra per effetto della crisi una diminuzione del valore aggiunto del settore nel 2009 del 2,7%, contro il -2,6% del centro nord. Per la prima volta dalla fine della guerra valore aggiunto del settore dei servizi è calato per due anni consecutivi. Pesanti gli effetti sul commercio che fa registrare un -11%, contro il -9%, male anche turismo e trasporto con un -3% e intermediazione creditizia e immobiliare, -1,7%. In termini occupazionali sono stati persi al Sud circa 88mila i posti di lavoro persi nel settore, con punte del -3,9% nel commercio, il doppio che al Centro-Nord (-1,7%), concentrate soprattutto nel lavoro autonomo.
Nei prossimi articoli analizzeremo più in dettaglio lo stato delle famiglie nel mezzogiorno, rilevato dallo Svimez e le possibili soluzioni industriali, strategiche e politiche per rilanciare il Mezzogiorno.

  [Via: Rapporto SvimezRapporto Svimez ]


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