Lunedi, 18 Novembre 2019

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SENZA L'IMPRENDITORIA STRANIERA NELL'ULTIMO DECENNIO CI SAREBBE IL 62% DI IMPRESE IN MENO


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Negli Ultimi dieci anni il sistema produttivo italiano sarebbe stato più povero senza il contributo dei cittadini stranieri. Secondo un'indagine della Camera di Commercio di Milano, ui dati del registro delle imprese, infatti, sarebbero quasi 285 mila le imprese in meno, ovvero quasi il 62% delle nuove imprese attive tra il 2000 e il 2010 (pari a 455 mila). Nell'ultimo decennio le imprese controllate da cittadini stranieri sono cresciute del 200,7%, rispetto ad una crescita media del 9,4%, che scende al 3,6% se si considera le imprese con titolari italiani. Ricordiamo in proposito che secondo il CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola Media Impresa), sono nell'ultimo anno l'imprenditoria dei cittadini immigrati è cresciuta del +13,8%.
Secondo la Camera di Commercio di Milano senza il contributo degli stranieri sarebbero in rosso ben otto regioni italiane, mentre era solo una due anni fa. Nello specifico il Piemonte che ha registrato nell'ultimo decennio una crescita del 6,4%, scenderebbe a -0,1% senza imprese straniere. La Liguria passerebbe dal +7% al -0,6%, l'Emilia Romagna dal + 5,5% al -1,4%. Le altre regioni che risulterebbero in rosso sono la Basilicata, la Puglia, la Sicilia, le Marche e il Veneto. In Lombardia, dove nell'ultimi dieci anni le imprese controllate da cittadini stranieri sono cresciute del 213%, si registrerebbe una diminuzione di circa 55 mila imprese.
Alle regioni aggiungono altre 26 provincie il cui bilancio ha usufruito in modo significativo della componente straniera delle imprese, ovvero : Ravenna, Imperia, Treviso, Rovigo, Prato, Pesaro e Urbino, Chieti, Caltanissetta, Bologna, Mantova, Verbano Cusio Ossola, Macerata, Forlì-Cesena, Arezzo, Savona, Catania, Vicenza, Vercelli, Piacenza, Ancona, Ascoli Piceno, Cremona, Benevento, Grosseto, Pistoia e Bari.
Tra le prime venti provincie in cui l'incidenza delle imprese straniere è maggiore si segnala in testa Prato, dove le imprese totali rappresentano quasi un quinto del totale. Segue Roma al Secondo posto, con un apporto delle imprese straniere pari al 12,4% del totale e Firenze al terzo con una percentuale del 10%.


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Per quanto riguarda le altre grandi città italiane, Torino si piazza all'ottavo posto 8,3 imprese su 100 straniere, Genova al tredicesimo con il 7,7% e Milano al quindicesimo (7,7%).
A livello assoluto, invece, Milano risulta essere la prima città italiana per numero di imprese etniche (circa 40 mila), seguita da Roma (circa 36 mila) e da Torino (oltre 21 mila).
Analizzando i vari settori dell'economia si scopre che il commercio che ha registrato una crescita nel decennio del 5,2%, avrebbe subito invece una contrazione del 2,2% senza le imprese straniere nel settore. Lo stesso dicasi del settore dellle costruzioni che senza la componente imprenditoriale straniera avrebbe registrato un crescita quasi dimezzata (dal 42% al 26,2%).
In chiusura ricordiamo però che secondo il rapporto della Caritas “Dossier 1991-2010: per una cultura dell'altro” i lavoratori immigrati ricevono uno stipendio del 23% inferiore a quello degli italiani.

[Via: Camera di Commercio MilanoCamera di Commercio Milano ]

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