Giovedi, 21 Giugno 2018

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Patrimonio Culturale Italiano: Chi Paga?

patrimonio artistico, arteOgni italiano è giustamente fiero del proprio patrimonio culturale e artistico nazionale (non a caso di dice che l’Italia sia la culla della civiltà e che Roma è la città eterna): ma chi paga per mantenerlo? La polemica è stata rispolverata nei giorni scorsi in seguito alla proposta di dismissioni pubbliche di beni non utilizzati. E’ indubbio infatti che gestire tutti gli immobili storici o artistici ha un costo e che gli edifici e le strutture richiedono manutenzione costante per evitare danneggiamenti a causa dell’usura. Certamente è utopistico pensare che sponsorizzazioni private possano salvaguardare tutti i beni pubblici di rilevanza storico-artistica o culturale (come è avvenuto per il restauro del Colosseo). Lo è altrettanto confidare nel contributo esclusivo delle Fondazioni bancarie. Sicuramente resta indispensabile l’intervento pubblico ma con quali strumenti lo Stato può e deve tutelare il patrimonio immobiliare storico-culturale?

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Le Attività Artistiche in Italia Resistono Alla Crisi

restaurazione, attività artistiche, arteLe attività artistiche sembrano resistere alla crisi, infatti nel 2011 sono cresciute dello 0,4% in Italia, per un totale di 35.212 imprese.
Tra queste le più numerose sono quelle relative ad attività di produzione cinematografica di video e programmi televisivi (6.088), seguono quelle di regia e supporto alle rappresentazioni artistiche (5.333) e le attività artistiche generiche (3.866) che precedono di poco le attività di conservazione e restauro di opere d'arte (3.847). Questi dati derivano da un'elaborazione della Camera di Commercio di Milano su dati del registro delle imprese.
Rispetto al 2010 crescono in maniera significativa le attività di post-produzione cine-televisiva (+40,5%) e gli studi di architettura (+39,2%), così come le altre attività di scrittura (+43,8%) che però sono solo poche decine.

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Le Nuove Tecnologie Cambiano il Modo di Fare Scrittura

Ebook, kindle, tecnologie, scritturaLa tecnologia per definizione cambia il modo di fare le cose. Oggetto del cambiamento è anche la scrittura, il modo di fare narrativa e quello di scrivere un libro. In questo senso l’e-book ‘rischia’ di innescare una vera e propria rivoluzione.
Giovanni Granieri, guru del web e seguitissimo blogger, ha analizzato il più grosso dei cambiamenti che sta emergendo dalla lettura digitale. Ecco cosa ha scritto in un editoriale a La Stampa: “La prima cosa che scopri, iniziando a leggere e-book, è la possibilità di scaricare un libro, cominciare a leggerlo e poi dopo un certo numero di pagine decidere se comprarlo o meno, cliccando su un bottone o un link”. La conseguenza di questa novità è che lo scrittore è in qualche maniera costretto a concentrare già nel primo 10% del testo le maggiori fonti di interesse, con il chiaro obiettivo di innestare nella mente del lettore la seguente domanda: “Come andrà a finire?”

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Investimenti Pubblicitari: Nel 2013 l’Online Supererà la Carta Stampata

pubblicità, online, carta stampataEra una sorpasso annunciato. Ormai, visto l’andazzo del mondo della comunicazione, era diventato una mera questione di tempo. Gli investimenti pubblicitari online sono destinati a superare quelli nella carta stampata. ‘L’evento’ è previsto per il 2013. La previsione è stata realizzata da Carat, il centro medio di Aegis Group, società di ricerca tra le più famose nel mondo.
La ricerca di Aegis Group dice anche altro. In particolare individua due diverse tendenze a livello mondiale. Da una parte, infatti, si stagliano le economie emergenti che fanno e faranno segnare importanti livelli di crescita degli investimenti pubblicitari in generale. Dall’altra, invece, i cosiddetti ‘mercati maturi’, Europa e Stati Uniti. La stima riguardo al Vecchio Continente è uno striminzito +1,5% per l’anno in corso.

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I Musei Più Visitati Al Mondo, Italia Fuori Da Top Ten

Louvre, musei, culturaL'Italia nonostante un patrimonio artistico senza eguali nel mondo non riesce a centrare la top ten dei musei più visitati al mondo. É questo il quadro presentato nella nuova classifica di Art Newspaper, in cui svetta al primo posto il Louvre di Parigi. La casa della Gioconda è il museo più visitato al mondo e ha accolto nei propri corridoi quasi 8,9 milioni di persone lo scorso anno, il 5% in più rispetto all'anno precedente. Segno che nei Paesi in cui si è capaci di gestire il patrimonio artistico, l'arte vince anche sulla crisi. Al secondo posto in classifica troviamo il Metropolitan Museum of Art (“The Met”) di New York che ha superato la soglia dei 6 milioni di visitatori, mentre chiude il podio il British Museum di Londra con 5,8 milioni di visitatori. Al quarto e al quinto posto troviamo altri due musei londinesi, la National Gallery (5,3 milioni) e la Tate (4,8 milioni), aiutati nel raggiungere le posizioni alte della classifica come il British Museum dall'ingresso gratuito.

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