Domenica, 21 Ottobre 2018

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La Cultura Vale il 5,4% Del PIL e Dà Lavoro a 1,4 Milioni di Persone


Cultura italiana, ricchezza, PIl , turismo

Spesso fonte di tagli e di critiche, la cultura, oltre che identità nazionale, rappresenta un valore aggiunto concreto all'economia e all'occupazione italiana. Infatti, secondo quanto emerge da “l'Italia che verrà: Rapporto 2012 sull'Industria culturale in Italia” elaborato da Symbola e Unioncamere, la cultura frutta al Paese il 5,4% del PIL, pari a quasi 76 miliardi di euro e dà lavoro a 1,4 milioni di persone, il 5,6% del totale italiano.
Inoltre se si allarga il campo di analisi dalle imprese che producono cultura in senso stretto (industrie culturali, industrie creative, patrimonio storico e artistico etc) a tutta la filiera della cultura, comprendendo i settori attivati dalla cultura, il valore aggiunto sale al 15% del totale dell'economia nazionale e impiega ben 4,5 milioni di persone, ovvero il 18,1% degli occupati nazionali.  

Questi risultati, spiegano da Unioncamere e Symbola, smentiscono chi afferma che la cultura è un settore “non strategico e rivolto al passato e la inquadrano come un fattore trainante e di rilancio per molta parte dell'economia italiana”. Insomma una leva da utilizzare per dare ossigeno ad un Paese come il nostro duramente provato dalla crisi.
A riprova di questa forza della cultura, viene presentato il dato secondo, cui nel periodo 2007-2011, la crescita nominale del valore aggiunto delle imprese del settore della cultura è stata pari allo 0,9% annuo, vale a dire più del doppio dell'economia italiana nel suo complesso (+0,4%). Inoltre, nel medesimo arco di tempo, gli occupati del settore “cultura” sono cresciuti dello 0,8% annuo, a fronte della flessione dello 0,4% annuo subita a livello complessivo.

Anche la bilancia commerciale del sistema produttivo culturale è stata positiva nello scorso anno, registrando un attivo per 20,3 miliardi di euro, contro un passivo di 24,6 miliardi della bilancia commerciale complessiva.
Le esportazioni di cultura hanno un peso consistente e sono pari al 10% dell'export complessivo, pari a oltre 38 miliardi di euro, mentre le importazioni sono pari a 17,8 miliardi di euro, il 4,4% del totale.
Anche la capacità attrattiva della cultura sul turismo è un fattore determinante per il nostro Paese, sebbene forse non sfruttata a dovere. Infatti, fatta 100 la spesa turistica sul territorio italiano nel 2011, la componente attivata dalle industrie culturali è superiore ad un terzo (33,6% del totale), pari a 23,3 miliardi di euro.
L'indagine ha considerato per “settore della cultura” in senso stretto quattro macro aree: le industrie culturali, le industrie creative (architettura, comunicazione e branding, artigianato, design, made in Italy), il patrimonio storico-artistico architettonico, e la performing art e le arti visive.
Per filiera delle industrie culturali, invece sono stati considerati tutti quei settori che non svolgono direttamente attività culturali, ma che sono attivati dalla cultura. Parliamo di una filiera articolata che comprende le attività formative, le produzioni agricole tipiche, l'attività del commercio al dettaglio collegate alle produzioni dell’industria culturale, il turismo, i trasporti, le attività edilizie, le attività quali la ricerca e lo sviluppo sperimentale nel campo delle scienze sociali e umanistiche.  
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