, dal nome del primo firmatario, che ha per oggetto la disciplina del prezzo dei libri e che si propone di contribuire allo sviluppo del settore librario, al sostegno della creatività letteraria, alla promozione del libro e della lettura, alla diffusione della cultura, alla tutela del pluralismo dell'informazione.In concreto la vendita di libri ai consumatori finali attraverso negozi fisici od online non potrà concedere di norma sconti superiori al 15% sul prezzo fissato dall'editore.
Sarà possibile per gli editori promuovere campagne (fatta eccezione per il mese di dicembre), non reiterabili nel corso dell'anno e di durata non superiore ad un mese, in cui gli sconti potranno raggiungere il 25% del prezzo di listino.Tuttavia in questo caso i venditori al dettaglio potranno decidere di non aderire a tali campagne promozionali. È ammessa la vendita di libri con sconti fino al 20% del prezzo di listino ai normali consumatori solo in occasione di manifestazioni di particolare rilevanza internazionale, nazionale, regionale o locale, oppure in favore di onlus, centri di formazione, istituzioni con finalità scientifiche, biblioteche, scuole o università. Le nuove disposizioni si applicano a tutti i libri ad esclusione di alcune categorie tra cui i libri per bibliofili a tiratura limitata, i libri d'arte, i libri antichi, i libri usati, quelli posti fuori catalogo dagli editori e i libri pubblicati da almeno venti mesi e dopo che siano trascorsi almeno sei mesi dall'ultimo acquisto effettuato dalla libreria o da altro venditore al dettaglio.
Con buona pace dei consumatori che, grazie all'avvento di grandi catene online come Ibs o Amazon avevano assaporato la possibilità di una maggior concorrenza e quindi di un ribasso dei prezzi, come effettivamente avvenuto. Anche le piccole librerie però vedranno ridursi le proprie possibilità di azione, infatti non potranno più premiare i lettori più fedeli con sconti maggiori e si ritroveranno a competere con i grandi player del mercato con gli stessi strumenti, ma con una struttura di costi e distributiva completamente diversa.
L'Italia ancora una volta si dimostra Paese poco avvezzo alle liberalizzazioni di mercato e al meccanismo della concorrenza, preferendo sempre proteggere gli interessi corporativi di questo o quell'altro soggetto e finendo per danneggiare i consumatori e l'intera economia. Nel caso specifico la conseguenza sarà, con tutta probabilità, quella di vedersi ridurre la quota di lettori, già ora piuttosto bassa, visto che meno della metà degli italiani legge almeno un libro all'anno e di veder diminuire la quota di libri acquistati dai più assidui lettori, visto i minor risparmi possibili e il continuo calo della spesa destinata dalle famiglie alla cultura.
RISORSE
- Istat: la Presenza di Libri in Casa Influenza il Livello di Lettura Dei Figli
- In Italia la Quota di Persone Che Legge Giornali, News o Riviste Dal Web è Tra le Più Basse d'Europa
- Il 55% Degli Italiani Legge un Quotidiano a Settimana. Leggono di Più gli Uomini e i Meno Giovani
- Fieg: Segnali di Ripresa per lEditoria in Italia, a Trainare il Rilancio è il Giornalismo sul Web
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- Crescono i Consumi Degli Italiani in Cultura e Spettacolo, ma Diminuiscono gli Investimenti
- L'Italia è il Quarto Paese Dell'Unione Europea per Numero di Artisti e Scrittori
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cindiann
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